G E N T I L E   V I S I T A T O R E,

AGGIORNAMENTO - FAQ #8

6 MARZO 2020 

#8 - DomandaSe firmassimo il contratto, quando potremmo effettivamente iniziare? Dobbiamo attendere fino a che tutti gli altri marchi partner abbiano finito la registrazione del marchio in modo da poter vendere? E se io avessi registrato molto presto, dovrei comunque attendere che gli altri finiscano prima di poter iniziare?

Risposta: Recentemente, abbiamo ricevuto richieste quasi giornaliere dagli attuali marchi partner, e da coloro che sono interessati ad unirsi a noi, riguardo a tale questione. Primo, come ho spiegato anche precedentemente nel sito, è molto importate registrare il marchio nel territorio e che venga approvato. Di conseguenza, prima che il trademark di ogni brand venga approvato, non crediamo che sia la decisione giusta entrare nel mercato. Ho anche spiegato precedentemente, e anche su questo sito, che vi sono molte ragioni importanti per questa precauzione.

Senza una protezione appropriata del trademark approvato; in Cina, è in realtà un business che alcuni operano, quello di registrare preventivamente i nomi di marchi altrui come trademark, dal momento che la Cina opera basandosi sul concetto che chi arriva prima, ha la precedenza. Quando i marchi poi provano a promuovere o vendere nel mercato della Cina, questi “trademark trolls” colgono questa opportunità, e denunciano questi marchi per la violazione del trademark. Questo può alla fine creare molti più problemi legali, esattamente come il caso di MUJI, che ho condiviso con voi e tutti gli altri designer partner, nel post precedente. La loro sfida legale che si è trascinata, ha finito per rivoltarsi contro di loro, ed hanno dovuto pagare una penalità all’azienda locale, che era fondamentalmente un’azienda di carta in Cina, che ha utilizzato il loro nome, ed hanno dovuto anche pagare per un annuncio pubblico in un giornale per scusarsi pubblicamente nei confronti di questa azienda.

Muji follows Apple and Starbucks into China trademark storm

Se dovessero denunciarvi in futuro per violazione del trademark, non solo dovreste pagare una penalità, ma verreste posti in una lista di entità che trasgrediscono la proprietà intellettuale - e questo impatterebbe fortemente la vostra possibilità e abilità di addirittura entrare nel nostro mercato come brand. Vi prego di capire che la strategia della nostra azienda di promozione dei nostri marchi partner non è semplicemente di appendere qualche pezzo d’abbigliamento, metterlo in qualche negozio, e vedere che succede. Una grossa parte della nostra strategia è costruire il riconoscimento del brand, attraverso una varietà di media online e offline, social network, ed eventi offline, aumentando inoltre l’interazione tra reali consumatori e anche influencers e opinion leaders. Non si tratta solo di collocare passivamente dell’abbigliamento in dei canali, ma assumere produttivamente azioni per aumentare il riconoscimento. Se oggi stessimo semplicemente raccogliendo i prodotti dei nostri marchi e non facendo molto altro, non dovremmo necessariamente registrare i trademark, perché se qualche consumatore scoprisse e gli piacesse il prodotto, lo comprerebbero. Se nessuno lo scoprisse, allora nessuno lo comprerebbe. Si fermerebbe lì, e di conseguenza, il riconoscimento del brand non aumenterebbe mai davvero in modo significativo nel suo profilo il prodotto del brand semplicemente occuperebbe dello spazio sugli scaffali di un magazzino. Nessuno saprebbe chi è il designer, quale sia la storia del brand, o nemmeno interagire con il designer del brand nel conoscere la loro storia e i loro principi della moda; non saprebbero quale potrebbe essere il principio dietro al brand, o dove si trova il direttore creativo di questo, in che città, in che parte d’Europa. Allo stesso tempo, non ci sarebbero media o influencer, sfilate, organizzate per mettere in luce il brand, quindi sotto queste circostante il brand non diventerebbe un buon target per una parte terza disonesta che cerca brand da registrare preventivamente, perché il brand non avrebbe alcun valore reale.

Per questa ragione gli individui e le aziende disoneste, sceglierebbero di registrare preventivamente il trademark di un’azienda come MUJI, per esempio, e non un brand di cui nessuno ha sentito parlare. Quindi, quando molti brand ci domandano se possono o meno andare in Cina e vendere ora, senza la registrazione del marchio, la nostra risposta è sì, possono farlo, ma non possiamo promuoverli, perché se noi investiamo risorse e iniziamo a davvero promuovere ogni brand e il profilo e riconoscimento del brand iniziare a crescere, sotto quelle circostanze, il brand inevitabilmente e naturalmente andrebbe dall’essere un target sfavorevole fino a diventarne uno molto interessante per una registrazione del trademark preventiva; esattamente come un cecchino che improvvisamente ha un target sotto mira. Quando il riconoscimento di un brand è aumentato, il valore di quel brand aumenterà di conseguenza, e pertanto quel brand diventerà oggetto di desiderio per coloro che vogliono fare colpi preventivi. Quindi, se facessimo molta promozione, e non vi fosse una registrazione del trademark per proteggere il brand, allora la nostra promozione diventerebbe carburante per queste parti terze disoneste, anziché essere carburante per la propria crescita dei brand dei nostri designer partner, o per la creazione del nostro profitto condiviso. Per questa ragione, fino ad oggi, non abbiamo ancora iniziato a vendere e promuovere per alcuni dei nostri brand partner che abbiamo firmato un anno fa; dobbiamo attendere che questo processo finisca.

Anche se un brand ha già fatto richiesta del trademark, ed è nel processo di venire valutato dal dipartimento, vi è ancora rischio. Se iniziano a vendere e promuovere mentre quando si è ancora nel processo di richiesta, alcune di queste parti terze compreranno 1-2 pezzi della collezione creando diverse copie, per poi venderne i pezzi su taobao.com, o offline, o in diversi ipermercati o mercatini, usando naturalmente una qualità molto inferiore di produzione e un prezzo basso. Questo porterebbe la nostra promozione, se dovessimo lanciare il brand, a trovarsi una situazione davvero ironica, perché staremmo facendo molto storytelling riguardo alla qualità del design e del concept, dei materiali utilizzati e della produzione, mentre i consumatori vedrebbero questi prodotti fabbricati economicamente da altre parti, e si sentirebbero insultati per il fatto che il modo in cui stiamo presentando questi brand sia, nei fatti, non una rappresentazione veritiera. Sotto queste circostante, il brand soffrirà incredibilmente, anche dopo aver ottenuto l’approvazione ufficiale di registrazione, queste parti terzi sarebbero forzate a fermare i loro comportamenti, ma l’immagine del brand sarebbe già stata danneggiata fortemente fino a quel punto. Da parte nostra, per provare a rimediare a tutto questo, e recuperare nelle menti dei consumatori, sarebbe qualcosa di incredibilmente difficile o addirittura impossibile da fare. Anche la reputazione personale del brand del designer soffrirebbe danni irreparabili, e molti consumatori penserebbero inevitabilmente che non ci si può fidare del lavoro di questo designer, nel senso che quello che viene presentato e quello che è la realtà sono due cose nei fatti diverse. Queste perdite sarebbero un danno devastante per il futuro sviluppo del brand. Ed inoltre, dobbiamo essere consapevoli che non possiamo fare molte azioni legali contro gli autori delle violazioni durante il processo dell’approvazione del trademark, quindi loro ne potranno uscire tranquillamente. Dal momento che si fermano prima dell’approvazione finale, non hanno violato i vostri diritti. Per questa ragione abbiamo dovuto trattenere diverse centinaia di designer che hanno già fatto richiesta; in un certo senso, è come un esercito pronto per la battaglia, ma che si trova in attesa.

Quindi, di nuovo, è sconsigliato iniziare a vendere in questo mercato prima che la registrazione del brand venga completata.

Al momento, tutti i designer partner che abbiamo, si trovano in diversi stadi della registrazione dei loro trademark. I nostri piani al momento, una volta che il primo gruppo di brand partner ha finalmente il trademark approvato, inizieremo con un periodo di prova operativo di 6 mesi, e i consumatori che sono target di questa prova, saranno i consumatori che sono membri della nostra piattaforma, li conosciamo bene, e sappiamo chi sono. L’obiettivo di questo periodo di prova è di “irrompere” e farsi strada nella relazione tra il brand e i consumatori, tra il brand e le fabbriche partner, e anche nei sistemi online e offline. In questi 6 mesi, è anche il periodo di prova per entrare nell’intera piattaforma operativa - dalle logistiche, alle operazioni di business e l’ambiente. Questo è parte del lavoro professionale che deve essere fatto per ogni brand nel processo del loro lancio nel mercato. Soltanto attraverso questo possiamo risolvere le imperfezioni, e ogni brand può operare tranquillamente, in un modo perfetto e completamente efficiente per entrare nel mercato. Questo è un passaggio necessario. Allo stesso tempo, avremo qui brand che non hanno ancora ricevuto l’approvazione ma hanno fatto richiesta delle loro registrazioni da ormai 9 mesi o più, che potranno unirsi al periodo di prova. Di nuovo, dato che i consumatori che saranno in questo periodo di prova li conosciamo bene, non saremo preoccupati che coloro che non hanno ancora ricevuto l’approvazione finale del loro trademark vengano copiati durante questo periodo. Anche se qualcuno volesse copiarli, in questo periodo, il periodo di approvazione avrebbe solo ancora altri 1-2 mesi restanti, quindi i potenziali copiatori non avrebbero abbastanza tempo per davvero mobilitarsi e fatturare da queste azioni, quindi si asterrebbero da fare ciò. Ma quei brand che hanno fatto richiesta da tempo più breve, tra i 3 e i 5 mesi, per esempio, ci dispiace ma dovranno aspettare più a lungo.

Per questa ragione abbiamo chiesto ad ogni brand partner di iniziare immediatamente il processo di registrazione del trademark dopo aver firmato l’accordo di cooperazione; altrimenti, più ogni brand attende per farlo, più tempo ci vorrà prima di davvero andare nel mercato. Al momento, quasi il 99% dei nostri brand partner ha completato la richiesta della loro trademark application, il restante sono coloro che hanno firmato più recentemente, ma addirittura quei brand partner più recenti hanno iniziato a fare richiesta in questo processo. Riteniamo che dal momento che avremo la giusta brand strategy, possiamo evitare di soffrire questo tipo di danni per i nostri brand quando entreremo nel mercato. Faremo anche tutto in nostro potere per permettere ad ogni brand partner di mostrare il loro lavoro al mondo, in modo liscio e in un ambiente tranquillo, senza avere alcuna interferenza da questioni legali.

In questo primo gruppo di brand partner con i quali abbiamo firmato, vi erano due brand partner in particolare che dopo aver firmato l’accordo ci hanno chiesto cosa esattamente abbiamo già fatto per sostenerli, e sarebbero stati d’accordo nel registrare solo dopo aver saputo esattamente quale tipo di lavoro abbiamo fatto. Per questi brand, dal momento che avevamo appena firmato l’accordo con loro, e non avevamo investito così tanto nel loro lavoro di preparazione, includendo la strategia, posizionamento e cercare potenziali fabbriche per loro, preparando i giusti media e canali di promozione, ecc., sotto quelle circostanze, abbiamo pro-attivamente richiesto di cancellare la nostra cooperazione. Perché la loro insistenza di entrare nel mercato e iniziare a promuoverli senza avere una registrazione del trademark in vigore, era un suggerimento rischioso e stupido. Noi non lavoreremo con quei brand che ci affrettano nell’entrare nel mercato senza importarci se il loro brand verrà copiato, perché questi tipi di brand non sembrano importarsi di ciò che è meglio per loro stessi. Ci hanno dato la sensazione che i brand stessi non credessero nel proprio valore nel mercato.

Se al brand non importa nemmeno del proprio valore, e non gli interessa se verrà copiato o meno, o se sarà a rischio, e se il designer del brand non sembra importarsi della propria reputazione personale, e se quella reputazione verrà messa a rischio dato il comportamento illegale di queste parti terze autrici di copie, allora, ci dispiace, ma non abbiamo scelta se non cancellare questo tipo di cooperazione, perché non siamo solo un outlet, noi siamo operatori di brand. Noi spingeremo le vendite accrescendo il valore di ogni brand, e attraverso quell’accrescimento del valore del brand e costante mantenimento di quel valore, aumenteremo l’attenzione dei consumatori, e la copertura media, e la generazione di promozione per passaparola, si porterà alla più alta “attaccatura” tra il brand e il consumatore. Questo tipo di strategia commerciale, nonostante prenda più tempo per essere pronta, vale la pena dal nostro punto di vista; perché una volta che ha successo, può davvero far nascere una nuova “star” della moda. O almeno, creerà vero impatto e discorso sociale riguardo al brand, e pianterà il seme per un vero riconoscimento del brand stesso.

Siamo esattamente come tutti i nostri brand partner - speriamo di entrare nel mercato il prima possibile. Al momento, non solo in Cina, ma anche in Europa, inclusa in Italia, Portogallo, Polonia e in Bulgaria e Romania, abbiamo quasi 100 fabbriche di buona qualità che sono pronte e desiderano unirsi a noi. Alcune sono molto dominanti nel loro settore, e hanno grosse reti di diverse decine di fabbriche sotto di loro. Producono per i grossi brand Europei, inclusi Louis Vuitton, Armani, Hermès, Gucci, e la lista continua. Questo include abbigliamento ma anche accessori in pelle, e scarpe. Queste fabbriche sono in linea con i nostri principi, e la nostra mission, e vogliono unire le loro forze alle nostre per aprirsi e competere insieme nei mercati orientali.

Sono disposti ad abbassare i loro costi di produzione, e i loro propri margini, e sono disposti a sviluppare campioni per noi e rispondere velocemente ed efficientemente.

Molte di queste aziende hanno anche espresso che sono disposte a cambiare il modo in cui sono abituati ad operare - e ad adattarsi al modello per offrire prodotti originali e di alta qualità, con un tempo di esecuzione rapido; sono disposti ad applicare cambiamenti aggressivi al loro modo esistente di fare business del Made in Europe, per fornire e rispondere in modo rapido alle reazioni del mercato dell’Estremo Oriente. Al momento, abbiamo circa altre 100 fabbriche con le quali siamo in discussione, e questa è solo la porzione di fabbriche in Europa. Tra queste, selezioneremo quelle fabbriche che si adattano di più ai nostri requisiti, e che hanno la passione più forte, e l’abilità di sostenere l’esplosione di volumi dei pezzi bestseller nei mercati della Cina e dell’Estremo Oriente in futuro, per formalmente unirsi al nostro progetto.

Di conseguenza, riteniamo che dal momento che saremo pazienti, e le nostre operazioni saranno portate a termine in modo meticoloso, e avremo la determinazione e forte strategia commerciale, dal momento che comprenderemo la domanda dei consumatori dell’Estremo Oriente, e metteremo insieme una forte conoscenza della relazione tra la qualità, prezzo, design, logistiche e operazioni promozionali, e insisteremo in questo, allora in un futuro non troppo distante, entreremo sicuramente nella “primavera” del nostro successo.

Finché avremo pazienza, passione, e manterremo anche i principi della moda di ognuno dei nostri brand partner, allora supereremo qualsiasi e tutte le difficoltà, e ci spingeremo al successo.

Originariamente, avevamo pianificato di iniziare da Maggio di quest’anno, ponendo alcuni brand in comunicazione con potenziali fabbriche partner e iniziare a familiarizzarsi l’un con l’altro, perché è il periodo in cui credevamo che il primo gruppo di designer partner avrebbe terminato con le registrazioni dei loro trademark e ricevuto le approvazioni. Tuttavia, il virus che è venuto fuori ha fermato molto di questo lavoro. Riteniamo che quando il virus verrà contenuto, e non vi saranno più restrizioni negli spostamenti, riprenderemo questo processo e re-inizieremo questo step. Inoltre, terremo il secondo gruppo di meeting sullo sviluppo con i nostri designer partner, che erano originariamente pianificati per Marzo. Tutto è stato ritardato a causa del virus, ma stiamo monitorando la situazione per vedere quando potremo tornare al tutto, e notificheremo i nostri partner designer di conseguenza.


Kate Chang
CEO

AGGIORNAMENTO - FAQ #7

26 FEBBRAIO 2020 

#7 - D: Questa grave infezione da virus in Cina causerà il crollo dell'economia cinese e inciderà sul potere d'acquisto dei consumatori della nazione?

Risposta: Ultimamente ci hanno scritto molti brand, tra cui quelli che abbiamo già confermato ufficialmente come collaboratori e quelli con cui siamo ancora in comunicazione e che sono interessati a collaborare con noi, per chiedere informazioni sul virus e sul suo impatto. Poiché abbiamo ricevuto un volume piuttosto elevato di questo tipo di richieste, abbiamo deciso di affrontarle sul nostro sito web per comodità.

In effetti, è abbastanza ovvio che questa situazione abbia già avuto un forte impatto sull'economia cinese, non è stato difficile starne al corrente attraverso le notizie di attualità, quindi non mi dilungherò a ripeterlo in questa sede.

Invece, spero solo di poter offrire la mia prospettiva sulla situazione vista dagli occhi di una persona cinese nata in America, formatasi in America ed esprimere il mio punto di vista su come questo virus influenzerà l'economia cinese e il potere d'acquisto in futuro.

Nel valutare se ci sarà o meno un impatto sull'economia cinese e se ci saranno effetti collaterali negativi, dobbiamo guardare alla situazione dal punto di vista della storia, della situazione attuale della Cina e della mentalità dei cinesi come popolo e come nazione; inoltre, dobbiamo considerare anche le componenti della struttura sociale in Cina, al fine di fare un'analisi significativa e formulare un giudizio realistico.

Come ho ripetuto a tutti i brand che ho incontrato personalmente o, anche a quelli che non ho ancora incontrato ma che hanno solo comunicato con noi (che vogliono lavorare con noi), la Cina è un paese vastissimo: si estende per 9,6 milioni di chilometri quadrati, ci sono 56 diversi gruppi etnici ed è un paese che ha quasi 5.000 anni di storia documentata, con una popolazione che ammonta a 1,4 miliardi di persone. Si tratta di un paese molto complesso e vasto, la cui storia è intrisa e profondamente influenzata dalla cultura "Rujia", o cultura confuciana, che ha come essenza i concetti di umiltà e tolleranza.

In un paese con una storia così lunga come la Cina ci sarà sempre una persistenza ferma e a volte inspiegabile su aspetti legati alla propria cultura e alla propria eredità culturale. Allo stesso tempo la cultura cinese, come ogni cultura antica, nel corso di tutto questo tempo avrà mantenuto la sua essenza ma anche degli effetti collaterali superflui.

I cinesi non sono secondi a nessuno in questo mondo nell'esprimere il massimo rispetto verso la cultura antica. Di conseguenza, alcuni di questi inutili sottoprodotti culturali sono anch'essi inevitabilmente legati all'essenza e tramandati con uguale intensità, e persino venerati.

Spesso sembra che, nelle ultime centinaia di anni, i cinesi si siano preoccupati solo di conservare la loro essenza culturale e i resti di essa e di tramandarla ai posteri; hanno dimenticato che in realtà, la cultura è ancora in continuo sviluppo, in evoluzione, e non rimarrà uguale o cambierà solo per pura volontà.

Questo ha creato una situazione in cui nella nostra storia, ancora oggi, i cinesi hanno molte abitudini, molte di queste negative, che sono durate nel tempo perché a un certo punto si intrecciate con la nostra cultura. Alcune di queste cattive abitudini hanno anche causato molti danni al popolo cinese di oggi. Proprio come il virus che è comparso negli ultimi mesi. Questo perché i cinesi mangiano, per tradizione, selvaggina selvatica e non hanno prestato sufficiente attenzione al processo igienico e sanitario nella preparazione. Ciò ha permesso al virus, portato da questi animali selvatici, di infettare l'uomo. L'epicentro di questa epidemia era una città chiamata Wuhan. Ma perché è successo a Wuhan?

Credo che sia accaduto a Wuhan a causa dell'incongruenza e dello squilibrio della classe socioeconomica, della struttura sociale della Cina. Nelle città cinesi di primo livello (Tier 1) come Shanghai, per esempio, o Pechino, Guangzhou e Shenzhen, la qualità della vita è già molto vicina a quella che si può trovare a New York, Tokyo o in altre grandi città cosmopolite del mondo: è praticamente la stessa. Ma Wuhan, sebbene abbia già superato i dieci milioni di abitanti e si stia sviluppando molto rapidamente e abbia un PIL elevato, è ancora una città che ha raggiunto le diverse decine di milioni di abitanti solamente negli ultimi anni, dopo la riforma e dopo che le politiche di apertura sono state istituite.

L'enorme migrazione dall'ambiente rurale a quello urbano ha portato con sé anche le cattive abitudini della popolazione rurale. Quindi non sorprende affatto che una città come Wuhan diventi l'epicentro del virus e non una città Tier 1.

Ma è vero che l'impatto causato dal virus questa volta è stato molto profondo per la Cina come paese. La paura ha colpito il cuore di ogni singolo cinese. Ha anche dato luogo a un'occasione di riflessione: è il momento di cambiare queste abitudini su cui hanno insistito per anni e finalmente rinunciarvi?

Hanno cominciato a capire che per la Cina diventare un paese moderno e stare sulla scena globale con l'immagine di un paese moderno, cambiando queste cattive abitudini e lasciando andare questi retaggi culturali non essenziali, sarà molto importante e hanno cominciato a chiedersi se alcuni di questi aspetti culturali e di queste abitudini debbano essere finalmente cambiati o meno.

Credo che ora ogni cinese stia cambiando il suo comportamento, anche inconsciamente.

I cinesi sono come ogni altro grande popolo del mondo. Dopo aver subito dei colpi, imparano la lezione duramente appresa da questi colpi e apportano cambiamenti. Penso che questa mentalità crescerà in ogni città della Cina e si manifesterà nei cambiamenti, grandi o piccoli che siano, nel comportamento di ogni cinese.

Ora vorrei spostare la nostra conversazione su Parigi, la capitale della Francia. Nella storia, Parigi è stata in passato una città con scarse condizioni igieniche. Lo possiamo dedurre dai romanzi scritti su quell'epoca o che la rappresentano. Per capire come la città di Parigi abbia costruito un sistema di reti fognarie così notevole, dobbiamo guardare alle condizioni igienico-sanitarie di Parigi al momento della costruzione di tale sistema.

Le epidemie che hanno devastato Parigi e il resto d'Europa nel corso della storia hanno causato tantissimi morti. I funzionari della città hanno creato subito dopo la prima rete fognaria sotterranea: essa è stata poi perfezionata e migliorata nel corso dei secoli e oggi è persino un'attrazione turistica. Si può visitare la complessa rete fognaria e assistere all'impresa ingegneristica che mantiene pulita la città. Possiamo percepire questa azione come una sorta di dichiarazione di guerra contro le cattive abitudini lasciate dai retaggi culturali di quella parte della loro cultura. Parigi non è stata sconfitta a causa di questo problema igienico-sanitario ma, attraverso questi miglioramenti, la gente ha cambiato le proprie abitudini, ha imparato dure lezioni e ha costruito il sistema igienico-sanitario della sua città tanto da farne un brillante esempio per altre città moderne. Di conseguenza, credo che i cinesi faranno come i francesi: impareranno dall'esperienza di questa epidemia del virus, cambieranno i loro comportamenti e diventeranno un paese attento agli aspetti sanitari e ambientali. Inoltre impareranno da questa esperienza, capiranno dove hanno sbagliato e risolveranno i loro problemi. È una situazione molto spiacevole, ma credo che diventerà un punto di svolta in cui i cinesi cambieranno davvero il loro comportamento e faranno un passo deciso in avanti verso il mondo moderno. Per questo motivo non credo che questa epidemia provocherà il crollo dell'economia cinese e non credo neppure che avrà un impatto devastante sulla spesa dei consumatori in Cina. Penso sia inevitabile che l'economia cinese si risolleverà da questa epidemia e ne uscirà più forte.

Ho piena fiducia in questo e il modo in cui questa situazione evolverà dimostrerà se la mia analisi è giusta o sbagliata. Ritengo, naturalmente, che la mia analisi si rivelerà completamente corretta.

Cordiali saluti,

Kate Chang

AGGIORNAMENTO - FAQ #6

17 DECEMBRE 2019 

#6 - Domanda: saranno tutte le fabbriche delle fabbriche cinesi?

Riposta: Nel corso delle nostre comunicazioni con i designer, molti hanno domandato se le nostre fabbriche partner saranno tutte in Cina. In realtà, molte delle nostre fabbriche partner potenziali, a questo punto, non sono basate in Cina, ma anzi in Europa - in paesi come Italia, Portogallo, e altre parti.

Nelle ultime due settimane, abbiamo incontrato diverse decine di fabbriche dall’Italia, Portogallo e altre parti dell’Europa, per discutere ulteriormente la possibilità di cooperare con partner di produzione per la moltitudine di brand; e dopo aver spiegato il nostro modo di lavorare, ritengo che abbiamo raggiunto una forte comprensione e accordo reciproci, riguardo al fatto che il nostro business non occupa solo un piccolo spazio, ma si sta preparando per ricoprire un ruolo importante in questo mercato, e di conseguenza, qualsiasi fabbrica lavori con noi ci dovrà accogliere come tali, in modo da essere selezionati per la nostra cooperazione, e le condizioni di cooperazione devono soddisfare le nostre richieste.

Allo stesso tempo, molte di queste potenziali fabbriche partner hanno anche espresso consenso con il fatto che l’industria della moda e la giusta strategia su come costruire e vendere un brand è in un momento di cambiamento e “rivoluzione”; ed hanno anche espresso incredulità entusiasta per la velocità con la quale il mercato della moda in Cina stia ora crescendo, a ritmo fulminante. Molti di loro hanno espresso il proprio sogno di entrare nel mercato in Cina con la loro produzione, ma molte di queste fabbriche che abbiamo conosciuto hanno espresso consenso con il nostro modo di cooperare, e anche sui nostri principi. Quindi, riteniamo che in futuro avremo modo di lavorare con ancora più fabbriche europee che si trovano d’accordo e condividono questi stessi principi. Tra queste fabbriche europee vi sono coloro che producono qualità molto alta, per brand di lusso com Louis Vuitton, Gucci, Fendi, Hermes, e altri. Questo ha anche aumentato la nostra sicurezza nel fornire altissima qualità, a prezzi di produzione molto ragionevoli, per aiutare tutta questa moltitudine di brand con i quali noi collaboriamo, muovendoci in linea con la nostra strategia di business e principi - ossia, di offrire design originali e tessuti e produzione di alta qualità, ad un prezzo che la classe emergente di professionisti impiegatizi in Cina possa accettare - raggiungere una posizione vincente e competere nei mercati della Cina e delle regioni asiatiche circostanti.

Come abbiamo condiviso ripetutamente, nell’attuale mercato della moda, vi è il mercato del lusso e del fast fashion. Ma vediamo sempre più che al momento, più e più consumatori sperano di comprare prodotti che hanno personalità, alta qualità, inclusa la qualità alta di produzione e materiali, a prezzi che sentono che possono permettersi.

Specialmente in Cina, questo è un paese che si sta velocemente muovendo verso una società a forma di oliva; nella popolazione di 1.4 miliardi di persone, vi è un numero sempre più ridotto di persone ultra-benestanti al vertice, e un numero sempre più ridotto di persone che vivono in estrema povertà. Coloro che vivono in quest’ultima circostanza, si stanno ora muovendo verso l’alto nella sezione ombelicale del mercato a forma d’oliva, il che significa che stanno entrando nella classe impiegatizia. La crescita esplosiva della popolazione di questa classe e le loro richieste sempre più ampie per la moda nel mercato, sono molto reali; non hanno il potere d’acquisto della piccola popolazione degli ultra-benestanti, ma tendono a guardare dall’alto verso il basso il fast fashion, e vogliono un’alternativa adeguata.

Dopo la nostra discussione con ogni partner potenziale di produzione, molti hanno espresso che questo è il segmento di mercato che hanno provato duramente a servire, e vogliono impegnarsi per vincere questi consumatori. In queste ultime due settimane, questo tipo di discussioni ci hanno dato ancora più sicurezza nell’aprirci ulteriormente ad ancora più potenziali produttori partner europei, inclusi produttori di abbigliamento, accessori in pelle, borse e scarpe.

Allo stesso tempo, sono d’accordo nell’offrire lo stesso prezzo ai nostri brand partner per i loro propri ordini di produzione, e anche per gli ordini dei loro campioni, se volessero ordinare la stessa produzione per i loro propri mercati e distribuzione in Europa, America, o altre parti del mondo. Abbiamo fiducia che questo porterà ai nostri brand partner molti benefici, e potranno beneficiarne da un prezzo molto favorevole, che normalmente non gli sarebbe possibile, nonostante siano brand più piccoli. I nostri brand partner sono brand globali - nonostante diventiamo loro partners solo per i nostri territori, il campo d’azione del nome del loro brand è globale, e riteniamo che possano beneficiare dall’accesso a questi prezzi.

Continueremo ad approfondire queste discussioni e cooperazioni con questi potenziali partner di produzione, e impiegheremo i nostri sforzi nel cercare strutture di produzione partner che possano fornire la migliore qualità ad un prezzo ragionevole, così ragionevole che i consumatori saranno sorpresi dalla possibilità di avere una qualità del genere ad un prezzo del genere.

Abbiamo anche molte fabbriche in Cina, naturalmente, e sono strutture di media dimensione, che completano ordini per gli stessi brand di lusso. Non importa se intendiamo produrre in Cina o in Europa, la qualità rimarrà costantemente il criterio di selezione più importante.

Questo è il nostro obiettivo nel selezionare i produttori partner, e continueremo ad impegnarci per andare in questa direzione.



Kate Chang
CEO

AGGIORNAMENTO - FAQ #5

14 DECEMBRE 2019
 

#5 - Domanda: Perché devo registrare il brand in Cina immediatamente, e perché non farlo dopo aver già iniziato a vendere in Cina e ad aver fatto soldi, e utilizzare quel denaro per registrare il brand, a quel punto?

Riposta: Questa è un’ottima domanda, e recentemente, alcuni designer ci hanno posto questa domanda. E’ importante registrare prima di entrare nel mercato, perché senza questo step, il vostro brand è esposto al rischio di venire registrato preventivamente da una terza parte, bloccandovi dal poter utilizzare il vostro proprio nome in questo mercato.

Se viene registrato preventivamente, la vostra proprietà intellettuale può essere utilizzata impropriamente eppure legalmente da queste terze parti, potrebbero utilizzare il vostro nome e marchio liberamente, utilizzandola con design che non corrispondono al vostro vero brand, o rubando i vostri design esistenti per produrli e cospargere il mercato di questi prodotti che non sono, di fatto, stati approvati da voi.

Vi sono molti brand italiani, francesi e europei in generale, che vanno in Cina a presentarsi con uno showroom, per esempio, e anche in quelle situazioni vengono copiati o violati, e sono delusi dal fatto che questi showroom non abbiano le capacità legali di istituire una denuncia contro questo comportamento. Questi sono brand più piccoli, e stanno pagando un costo molto alto per entrare nel mercato, ma allo stesso tempo, non capiscono la Cina e non ne parlano la lingua. Sono così tanti i brand più piccoli che non hanno la possibilità di denunciare i contraffattori in Cina per riparare al danno. Di conseguenza, molti contraffattori semplicemente non hanno paura - e ritengono che un brand più piccolo non avrà mai la capacità di sfidarli in tribunale, quindi spesso vendono i prodotti usando i vostri brand senza preoccuparsi, addirittura usando la vostra foto e descrizione, e i vostri materiali di marketing, che copiano da altri siti internet apertamente e liberamente. Potete vederlo accadere spesso questo discorso sui grossi siti di e-commerce in Cina.

Quindi, se un brand si affretta sul mercato senza la registrazione, questo lo espone al rischio di venire preventivamente registrato da queste terze parti, e questa altra parte può addirittura denunciare noi, e voi, perché stiamo violando i loro diritti di proprietà intellettuale, e questo tipo di situazione accade costantemente in Cina, ogni singolo giorno.

Il rischio presentato da questa mancata registrazione è anche evidente nei recenti sviluppi di grossi brand nel mercato della Cina.

Un brand molto famoso, basato in Giappone ma a livello globale, MUJI, ha recentemente perso una sfida legale di quasi 2 anni con un’azienda cinese locale riguardo al loro trademark:

AsiaOne: MUJI Ordered to Pay Chinese Firm $120,700 After Losing Trademark Appeal

La Corte Suprema di Pechino ha stabilito che MUJI era, nei fatti, in torto, e dovesse pagare all’azienda cinese una sanzione e dichiarare delle scuse formali pubbliche, dal momento che l’azienda cinese aveva già registrato il trademark in 2 categorie di prodotti rilevanti che MUJI stava vendendo. Questa notizia ha creato una grossa sorpresa, vedere un’azienda così grossa perdere.

Molti altri notiziari hanno già iniziato a parlarne, e siamo certi che ce ne saranno molti altri presto che potrete trovare attraverso una ricerca su Google.

Questa notizia dimostra al mondo che quando qualsiasi brand vuole entrare nel mercato cinese, per promuovere e vendere il proprio prodotto, deve prima occuparsi di fare una registrazione nelle classi rilevanti, incluse le categorie in cui il brand eventualmente venderebbe.

Questa sentenza scuote MUJI in modo significativo; l’azienda sta già riscontrando problemi in Cina dal 2018, e riteniamo che avere il proprio trademark preventivamente registrato da queste aziende locali e poi vedere i prodotti venduti sotto questo trademark, causerà a MUJI un calo delle vendite. Questa altra azienda può utilizzare ora questo trademark per appropriarsi una fetta della loro torta in questo mercato, e allo stesso tempo, porterà i consumatori a sentirsi confusi riguardo a quale sia realmente il brand MUJI, e quale invece no. Questo avrà senza dubbio un impatto sulla loro quota di mercato, e contribuirà ad ulteriormente declinare il valore del brand in Cina.

Quando i consumatori si sentono confusi, o incerti, questo va ad influire sulla fedeltà nei confronti del brand. Possiamo prevedere la prossima mossa per MUJI, non avranno altra scelta se non comprarsi il trademark da queste aziende, e sarà una spesa considerevole.

Dato che erano un grosso brand, hanno pensato che potessero entrare in Cina senza fare una registrazione completa - e questa superbia ha creato problemi per loro per molti anni. Non si sono mossi il più velocemente possibile per registrare il proprio trademark, e questo ne è il risultato.

Tornando a concentrarci sul nostro business, è chiaro che non possiamo ignorare l’enorme potenziale che il nostro mercato in Cina e nell’Estremo Oriente rappresenta.

La Cina ha già superato gli Stati Uniti d’America per quanto riguarda la propria scala come mercato di consumatori più grosso al mondo per la moda.


QZ: China Set to Overtake the US as the World's Largest Fashion Market

Per qualsiasi brand, ad oggi, a meno che non creda profondamente che non avrà mai successo in questa parte del mondo e che il proprio brand non avrà mai futuro qui, se vuole entrare nel mercato in Cina o prepararsi per farlo, è importante trattare questo problema con serietà e registrare il proprio marchio prima di entrare.

Ma vorrei dire che, nonostante forse voi pensiate che non avrete modo di avere successo in Cina, non dovreste comunque pensare che il problema del marchio non abbia nulla a che vedere con il vostro business in Europa. Nei fatti, ha molto a che vedere con questo, e può avere grande impatto nella sua crescita.

Il problema delle copie menzionato qua sopra è una preoccupazione chiave - anche se non state operando in Cina, provocherà confusione nei vostri clienti in Europa, non capiranno quale sia la differenza tra i vostri prodotti in Europa rispetto a quelli in Cina, perché nonostante voi non siate entrati nel mercato cinese, d’altro canto quelle aziende, che forse hanno registrato preventivamente il vostro brand, stanno producendo e sono molto simili a voi, allora pubblicamente attraverso internet questo potrà causare problemi al vostro brand nel mercato, e provocherà danno anche al vostro business europeo. Vi prego di capire che la Cina non è un mercato che non richiede attenzione - è un mercato fin troppo grande, e anche se non andrete in Cina, qualsiasi tipo di comportamento di infrazione nei confronti del vostro brand avrà un impatto per voi, e provocherà dei veri danni.

Questo è il nostro punto di vista. Una volta che il vostro trademark viene rubato in questo mercato, non avrete alcuna possibilità in futuro di riappropriarvene, eccetto a costi finanziari e legali molto alti.

In passato, vi sono stati alcuni designer che non sembrano aver capito perché continuiamo a insistere su questo; ma ho fiducia che dopo aver letto queste notizie, qualsiasi tipo di mancanza di comprensione riguardo a questo processo cambierà, e saranno d’accordo con il nostro punto di vista.

Alcuni dei nostri brand in collaborazione hanno già ricevuto interesse da buyers in Giappone, Hong Kong, Taiwan e Cina; e con questi designer sono sempre stata molto ferma nel non procedere con questi ordini, solo per fare qualche guadagno di 1000 euro o 2000 euro per una piccola vendita, e poi rischiare di esporsi pre-maturamente, senza aver registrato appropriatamente ed essersi protetti, per poi in futuro potenzialmente dover aver a che fare con problemi più grossi quando il brand starà crescendo. Una volta che i vostri marchi vengono rubati nel mercato, non avrete più possibilità di riappropriarvene se non pagano molto caro.

Di nuovo, siamo in forte disaccordo con il pensiero di dover prendersi quei piccoli ordini o vendite nella nostra regione senza essere prima completamente protetti; la ragione è che quando i vostri prodotti vengono esposti per poco, vi aprite al rischio di registrazioni preventive, e quando siete realmente pronti a vendere in Cina, se è successo di essere stati preventivamente registrati, allora l’azienda che ha fatto ciò potrebbe denunciarci per aver violato il loro trademark. A quel punto dovreste occuparvi di alte penalità, e dichiarare scuse formali come nel caso qua sopra.

Se vi rifiutate di pagare le penalità o di scusarvi, il tribunale avrà il diritto di infliggervi punizioni ulteriori, e questo non impatterà il brand solo nella nostra regione, ma tutte le attività relative - per esempio - marketing e promozione. Riviste globali con un vero peso nell’industria, media internazionali e televisione, e eventi di moda importanti e fashion show, non si sentiranno più a proprio agio nel lavorare con voi, perché non vorranno offendere nessuno in Cina, un mercato così grosso. E avrebbero anche paura di incappare in problemi legali, come conseguenza. Lo stesso varrebbe per showroom e buyers. La Cina, dopotutto, è ora il mercato più grosso al mondo per la moda, e nessun business vorrebbe compromettere il proprio business o immagine, o creare qualsiasi potenziale problema legale per se stessi in questo mercato; quindi non lavorerebbero con un brand se questo significasse esporsi a rischi.

Questa notizia riguardo MUJI dimostra ulteriormente che il nostro modo di pensare e la nostra insistenza su questo punto è sempre stata corretta.


Kate Chang
CEO

AGGIORNAMENTO

8 DECEMBRE 2019
 

Scriviamo qui oggi per un aggiornamento veloce riguardo ciò sul quale stiamo lavorando.

Negli ultimi 10 giorni circa, abbiamo tenuto una serie di riunioni di sviluppo a Milano, con il nostro primo gruppo di brand in collaborazione.

Vi erano poco più di 100 brand che variano da piccole a medie dimensioni, che provengono da diverse parti d’Europa, ed eravamo molto felici di vedere i nostri partner ancora una volta, e di avere esperienza di questo momento entusiasmante d’aggiornamento sui prossimi passi.

Durante queste riunioni, abbiamo presentato un’anteprima del nostro concept e della piattaforma di vendita, e in un modo più dettagliato abbiamo presentato i nostri principi e il nostro modo concreto di operare, incluso come attrarremo concretamente i consumatori a noi, attraverso un miglioramento dell’attaccamento tra i nostri brand e i loro clienti e fan. Questa è una parte chiave del nostro approccio a questo progetto - il successo di un brand dipende dall’abilità nell’attrarre e mantenere l’attenzione del consumatore, la capacità di sedurre il consumatore a visitare il negozio del brand per fare acquisti, ed inoltre, a continuare a tornarci. Allo stesso tempo, anche la capacità di influenzare i consumatori nel spargere la voce attraverso i loro social network ed interazioni personali, per costruire un raggiungimento forte ed organico del brand. Questa è una condizione necessaria vitale per il successo di un brand.

Durante queste riunioni, abbiamo spiegato la nostra strategia e il nostro punto di vista sull’industria della moda corrente, e futura; attraverso la condivisione con i nostri brand in collaborazione del nostro approccio concreto, e spiegazioni, abbiamo anche riaffermato che il nostro punto di vista è attuabile, e si sta muovendo nella direzione giusta. Abbiamo molto chiaramente espresso ai nostri brand in collaborazione la differenza tra la strategia di brand building dei brand più datati, e i brand moderni di oggi. In quest’era dello scambio d’informazioni, la brand strategy del passato è già antiquata e indietro coi tempi. Quando si riprendono le storie di successo di brand come Gucci, o Louis Vuitton, per dimostrare come un brand dovrebbe lavorare per il successo nell’era di oggi, dal nostro punto di vista non è più un modo rilevante di come raggiungere il successo come brand. La ragione è che i consumatori di oggi non hanno la brand loyalty che avevano prima; con l’emergere dell’era dell’informazione veloce, il raggio d’attenzione è diventato continuamente più ristretto.

La data di scadenza di ogni brand è diventata sempre più bassa, e di conseguenza tutti i diversi input sensoriali e scelte di questi consumatori che affrontano ogni giorno in questa era dell’informazione, non hanno più un solo punto focale, ma anzi, la loro concentrazione è dissipata tra molte cose diverse allo stesso tempo. In passato, la strategia per i brand era di concentrare i propri sforzi nel fare un grosso investimento, e attraverso pubblicità, celebrità del cinema e influencers, inserendosi in negozi di alto lusso e ben curati, la loro intenzione era di conquistare gli occhi e l’attenzione dei consumatori, e facendo ciò, solidificare la fiducia e ammirazione del consumatore nei confronti del brand. Questo è un grosso investimento, in uno sforzo molto esteso e ad ampio raggio, e la società ha anche cooperato e facilitato la crescita di questi brand e l’eredità che questi rappresentavano. In passato, questo era abbastanza per stimolare la mente del consumatore, e di conseguenza hanno accettato il fatto che vi fosse soltanto questa formula - che questo fosse lusso - e questo era la misura per definire il successo di un brand. Quella era l’unica strategia esistente. Ed è vero, in passato, quando l’informazione non si passava così velocemente, questa strategia per raggiungere il successo poteva funzionare realmente, ma oggi la situazione non è più la stessa. Il modo di pensare delle persone giovani di oggi è molto vivo e vibrante, e il loro modo di conoscere la moda è cambiato dall’idolatrare il brand all’accogliere la propria prospettiva originale. Non sono più disposti ad essere come tutti gli altri, addirittura il copiare il gusto in termini di moda di cantanti o attori, come giovani consumatori, non lo vedono più come l’unico modo di perseguire la moda.

Di conseguenza, questo ha causato il fallimento di quella forte lealtà che abbiamo visto in passato nei confronti di brand; e la durata di scadenza di ogni brand si è ristretta significativamente. Ora, i consumatori di oggi, sentono che solo attraverso l’espressione della propria personalità, attraverso ciò che indossano, possono esprimere la propria comprensione della bellezza individuale e originale. Trattano la moda come un modo per annunciare il loro impegno nei confronti della propria unicità, e quel punto di vista originale che vogliono condividere con il mondo. Riteniamo che questa era dove i principi della moda si stanno rivoluzionando così rapidamente, noi dobbiamo seguire e rispettare questa tendenza, questo nuovo modo di pensare, e adeguarci pro-attivamente a questi cambiamenti. Dobbiamo fornire ancora più scelte, ancora più varietà, e spingere ogni brand in collaborazione a inseguire questo cambiamento di modo di pensare per soddisfare la necessità di un gusto personalizzato e originale. Pensiamo che, in futuro, sarà molto difficile per un brand di moda mantenersi nella posizione al vertice per un periodo di tempo esteso; e di conseguenza, qualsiasi brand non può più semplicemente sedersi e aspettare che il consumatore venga da loro. Ma anzi, i brand devono essere pro-attivi nel condividere, presentare, e afferrare la loro attenzione, guidarli nella comprensione del punto di vista del brand e prospettiva originale di design. Questa è ora una tendenza, che nel futuro prossimo crescerà per diventare fermamente un pilastro inamovibile del brand-building. Ci sentiamo molto fortunati per esserci stato possibile condividere queste prospettive con i nostri brand in collaborazione durante queste riunioni, e come risultato abbiamo anche sentito molto la loro forte accettazione, l’essere d’accordo e il sostegno verso questi principi.

Una volta arriviamo ad un accordo su questi termini - ciò che diventa ancora più importante è capire, concretamente, come intendiamo fare ciò? Come realizzeremo questi principi? Come verremo incontro alle tendenze in cambiamento di questo mondo della moda? In questa riunione abbiamo presentato molto chiaramente, e in modo dettagliato, la nostra modalità concreta nel farlo.

Abbiamo spiegato accuratamente ad ognuno dei nostri brand in collaborazione come intendiamo attrarre i consumatori a loro, non solo in teoria, ma con strumenti concreti, piani, e piattaforme innovative. I partecipanti, durante questa ultima settimana di riunioni, ci hanno espresso che si sono sentiti molto positivi riguardo al nostro piano di azione, che non era solo fattibile, ma anche innovativo e stimolante.

Inoltre, ci siamo anche presi del tempo per spiegare ai nostri brand in collaborazione come possiamo utilizzare non solo i loro design e principi di moda, ma altri mezzi e angolazioni, per rafforzare l’attaccamento tra il brand e il consumatore. Ma data la riservatezza, non renderemo questi dettagli apertamente disponibili sul nostro sito. Siamo comunque molto soddisfatti che i nostri brand in collaborazione abbiano espresso accordo ed entusiasmo riguardo al nostro piano di azione. Ci sentiamo anche molto entusiasti, e ancora più determinati nell’impiegare gli sforzi necessari per farlo fruttare.

In queste riunioni, abbiamo anche completato la selezione della location del negozio di ognuno di questi brand in collaborazione nella nostra piattaforma. Durante questo processo, molti designer hanno espresso i propri pensieri e punti di vista, alcuni hanno spiegato come fosse un nuovo modo innovativo e personale di connettere il brand al consumatore, e che questo gli avrebbe energizzati ancora di più, e gli ha dato ancora più fiducia nell’impiegare gli sforzi migliori nel disegnare e presentare la propria visione, con fervore e passione.

Abbiamo anche mostrato ai nostri brand in collaborazione la loro propria vetrina nella nostra piattaforma, dove potranno comunicare ciò che desiderano, il loro brand ed ispirazione, e i loro piani per i propri brand e l’agenda ai consumatori della nostra regione; abbiamo anche ripreso la conoscenza degli strumenti che utilizzeranno per comunicare con i loro manager di produzione.

Attraverso questa serie di incontri, questa interazione in persona, abbiamo percepito che ormai siamo come una grande famiglia con i brand con i quali collaboriamo, sulla stessa barca, abbiamo percepito che il nostro modo di pensare e la nostra fiducia si sono fusi fortemente con quelle dei nostri brand in collaborazione.

Vogliamo ufficialmente ringraziare i centinaia di designer che hanno viaggiato per incontrarci, nonostante le loro agende impegnate, alcuni da luoghi più lontani in Europa rispetto ad altri, in modo da partecipare a questi incontri. Vogliamo esprimere i nostri ringraziamenti calorosi per aver speso quelle 5 o 6 ore con noi, ascoltando i nostri piani e conoscendo gli strumenti e le funzioni della nostra piattaforma, come pianifichiamo di operare, e vedendo con noi gli strumenti e metodi attraverso i quali gli sarà concretamente possibile presentarsi nella nostra piattaforma e mercato. Vorrei ringraziare particolarmente coloro che, dato che la riunione si è prolungata molto, hanno perso treni o aerei per tornare a casa; ci dispiace molto per questi inconvenienti; in futuro, avremo una seconda e terza serie di incontri con i nostri brand in collaborazione, e durante quei prossimi incontri miglioreremo i nostri metodi per essere più efficienti e occuparci meglio dell’organizzazione del tempo per questi incontri.

Riteniamo che il momento di entrare nel mercato corrisponda al momento in cui i nostri brand in collaborazione si siano preparati con la registrazione dei loro marchi finalizzata nella nostra regione. A quel punto, vi sarà ancora più comunicazione ed anche più ostacoli e sfide che possono sorgere; vi saranno nuovi problemi, ma riteniamo che dal momento che manteniamo lo stile di comunicazione aperta corrente che abbiamo mantenuto fino ad ora, nessun problema sarà insormontabile, e anche i problemi più difficili potranno essere superati. Comunicheremo utilizzando compromesso, accettazione, comprensione, ed entro i limiti del nostro contratto, per lavorare verso il futuro, mano nella mano, verso un obiettivo reciproco e un profitto reciproco.

Migliori saluti,

Kate Chang
CEO

AGGIORNAMENTO

1 OTTOBRE 2019

Grazie per aver visitato il nostro sito web. 

Recentemente, molti brand e designer hanno posto domande, che abbiamo notato essere state ripetutamente poste a noi da diversi brand, e pensiamo che queste domande rappresentino una curiosità collettiva. Vogliamo riprendere qui pubblicamente queste domande, in una specie di FAQ (Frequently Asked Questions - domande poste frequentemente) che aggiorneremo in una serie di post. 


#1 - Domanda: Lei lavora con molti designer, e nonostante io non dubiti che alcuni dei brand avranno successo, la maggior parte di questi brand probabilmente non avrà successo così facilmente. Come può garantire l’interesse di questi altri designer, coloro che non avranno successo? Dato che il contratto è perpetuo, se io non sono di successo, rimango intrappolato. Cosa posso fare?

Risposta: Questa è un’ottima domanda. Noi siamo totalmente d’accordo che non tutti i brand avranno successo. Ho fiducia che coloro che davvero raggiungeranno un grande successo, e diventeranno brand molto famosi, non saranno la maggioranza. Ma prego di pensare a questo, come dovremmo vedere questo “successo”? Da una prospettiva di business, portare un brand sconosciuto, a diventare un brand che molti consumatori riconoscono e che in generale piace, questo è considerato un successo. Ma dall’altra prospettiva, anche se alcuni brand non sono diventati di grande successo al punto da diventare brand famosi, ma comunque fanno soldi, anche questo dovrebbe essere considerato un successo. Perché la pensiamo in questo modo? La ragione è che:

Prima di tutto, i consumatori cinesi da tempo portano in sé un amore e ammirazione per i brand di moda italiani, francesi, ed europei in generale. Sostengo che la maggioranza degli europei abbiano visto con i propri occhi i turisti cinesi venire nel continente e comprare beni di lusso freneticamente. Questa è la dimostrazione che i brand di moda in Europa abbiano un livello molto alto di riconoscimento di mercato in Cina. 

In Cina vi sono 167 città con almeno 1 milione di abitanti. Alcune di queste città hanno popolazioni che superano i 10 milioni, per esempio Pechino, Shanghai, Guangzhou, e Shenzhen, comprese molte altre città. Questo non include nemmeno i paesi circostanti che hanno città con popolazioni che superano l’1 milione di abitanti. Per esempio, Tokyo, Osaka, Seoul, Singapore, Kuala Lumpur, Bangkok, solo per nominarne alcuni, e di conseguenza il totale delle città che hanno più di 1 milione di abitanti nel nostro territorio è di quasi 200. Per questo, se sotto la peggior circostanza, la collezione di un brand in collaborazione vende solo 1 pezzo di ogni stile, ogni mese in ognuna di queste città, i guadagni sono comunque abbastanza significativi. Ciò che voglio dire con questo è che, per esempio, se in una collezione che comprende 30 stili, ogni mese si vende 1 pezzo per ogni stile in una città, il totale sono 30 pezzi venduti. In un anno, sono 360 pezzi venduti. In 200 città, sono 72.000 pezzi venduti in un anno. Se ci basiamo sulla quota di fatturato che dobbiamo pagare ai nostri brand in collaborazione come parte del nostro accordo, allora il profitto del brand, che è un profitto netto, è in realtà molto promettente. Sostengo che i nostri brand in collaborazione possano calcolare loro stessi quale sarebbe il totale. Questo forte guadagno non è grande abbastanza da essere considerato un successo?

E questi sono guadagni percepiti senza che il brand abbia dovuto impiegare alcun investimento finanziario in operazioni; è un puro profitto per il brand, dato che non deve assumersi il costo di campionario, fornitori, sviluppo, pubblicità e promozione, e nemmeno d’inventario. L’unico investimento da parte del brand sono le proprie idee, e il proprio tempo. 

Quindi, nuovamente, questo conta come “successo”? Riteniamo che la risposta sia un risonante “sì”. 

Confidiamo nel fatto che, se il brand adatta i propri design continuamente e segue le tendenze e i cambiamenti della Cina, e 

Comunque propone il proprio talento e visione del design, la quantità di vendite continua ad avere possibilità di crescita. Di conseguenza pensiamo che questo sia effettivamente una opportunità di cooperazione molto favorevole, perché l’enorme mercato di consumatori cinese, e la sua classe media in veloce crescita, forniranno a questi brand l’opportunità di mostrarsi in questo gigantesco palco. Allo stesso tempo, abbiamo anche fiducia che se si ha passione e davvero accoglie questo mercato, in Cina, allora indipendentemente, si troveranno i consumatori che vengono incontro al proprio gusto, anche se non rappresenta la fetta più grossa del mercato, è comunque abbastanza da essere resi di successo. L’unico modo per arrivarci è di continuamente, pro-attivamente, comprendere il mercato, e se lo si accoglie con entusiasmo investendo sangue, sudore e lacrime, allora ho fiducia che il mercato della Cina darà assolutamente un ritorno significativo. 

Di nuovo, riteniamo che il mercato cinese non deluderà i nostri brand in collaborazione; a meno che ci sia mancanza di passione e determinazione nel brand. 

#2 - Domanda: Lei e la Sua azienda non avete alcuna esperienza nella moda, come potete fare un progetto di moda così grosso? La moda è un’industria che può sembrare molto semplice, ma in realtà è molto complessa e dettagliata. E’ possibile che Lei ne abbia sottovalutato la complessità, e l’expertise richiesta per operare in questo mercato?

Risposta: Anche questa è una domanda molto naturale da chiedere. In effetti, noi siamo una nuova azienda, e come fondatrice dell’azienda, nel mio background, ho raccolto conoscenza solo nella legge e nel venture capital. In questo mondo, tuttavia, in molte cose non è necessario avere esperienza in modo da raggiungervi successo.

 

Per esempio, Jack Ma, colui che ha fondato Alibaba.com, non era un esperto di computer, ma ha creato una delle più grosse aziende di e-commerce in Cina, e al mondo. Elon Musk, per esempio, non era uno specialista d’ingegneria aerospaziale, ma ha creato SpaceX, ed è vicino a raggiungere un obiettivo in cui nessuno era riuscito prima di lui, ridurre i costi dell’esplorazione spaziale con l’obiettivo di colonizzare Marte. Steve Jobs, il fondatore della Apple, ha completamente rivoluzionato come gli essere umani interagiscono l’un l’altro con l’avvento degli iPhone più di un decennio fa, e lui stesso non ha mai scritto una linea di codice.

 

Queste sono conquiste monumentali. Tutti questi individui condividono abilità geniali.

 

Allo stesso tempo, comunque, dietro ad ogni storia di successo vi è, e deve esserci, la forza del capitale per sostenerlo.

Nel nostro caso, noi assumeremo un team sostanziale di persone che hanno esperienze specifiche nel settore, inclusi gli esperti in produzione e fornitura, stylist, visual merchandiser, e brand manager, e in Italia, Francia e altri paesi dell’Europa, assumeremo fashion editor e scrittori per cooperare con i nostri editor in Cina e nel resto dell’Estremo Oriente, per creare un team molto professionale e con esperienza che aiuterà i nostri brand in collaborazione con la loro promozione e le vendite, e che lavoreranno con questi per mettere a punto la strategia del loro brand.

 

Naturalmente, vi sono altri metodi che utilizzeremo, per coprire il fatto che non abbiamo quell’esperienza specifica nel mercato della moda. Vorrei condividere con ogni persona qui, il detto che ho spesso sentito dire a Wall Street: “Il capitale è l’entità più intelligente al mondo”. Dal momento che abbiamo deciso di investire nell’industria della moda, nonostante ci manchi esperienza in essa, nel mio background, io ho più di 10 anni di esperienza nel venture capital in diversi paesi, inclusi la Cina, Hong Kong, Taiwan, Giappone e Silicon Valley; e naturalmente dobbiamo considerare le nostre debolezze e le nostre forze. Non possiamo fare investimenti ciecamente, perché come ho menzionato, il capitale è l’entità più intelligente al mondo.

 

Prima di lanciarmi in questa industria, dopo essermi laureata alla Uc Berkeley, ho speso un breve tempo assistendo un designer emergente a New York City, il suo nome è Eddie Borgo, e questo mi ha permesso di avere una comprensione interna delle operazioni e le strutture che un brand emergente deve affrontare all’inizio della propria crescita.

Il resto della mia esperienza professionale non è stata nella moda, ma anzi nell’investimento e nella finanza, e come attrarre il capitale in un progetto e guadagnarne il supporto finanziario per la crescita di questo. In questo ho più di 10 anni di esperienza. Nel campo dell’investimento ho relazioni molto vicine e dirette con aziende d’investimento di successo, e persino miliardari. Ho mantenuto una buona comunicazione con queste aziende ed individui. Di conseguenza, per me, e per qualsiasi buon progetto che incontro, che sia il mio proprio o quello di qualcun altro, non sarà mai un problema l’avere abbastanza forza finanziaria. Il finanziamento è la mia specialità, e in questo noi non incontriamo ostacoli. Per questo, ed i più di 10 anni che ho alle spalle nell’industria dell’investimento, sono totalmente sicura di me.

 

Sono convinta che, a qualsiasi buon progetto, non mancherà mai finanziamento.

#3 - Domanda: Io sono solo uno dei tanti, tanti brand che Lei selezionerà; mi sento come una goccia in un oceano. Come farà ad avere il tempo e l’energia di concentrarsi su di me, le Sue risorse non saranno troppo diluite? Questo sembra un grosso ostacolo al mio successo.

Risposta: Per rispondere a questa domanda, prima di tutto, spero che possiamo prima rendere chiaro che il nostro mercato è la Cina, e il resto dell’Estremo Oriente. Non è l’Europa. Le dimensioni di questo mercato rendono impossibile il fatto che solo un brand possa prendersi tutto il mercato per sé.

 

In Cina, il nostro mercato principale, vi sono diversi stadi di sviluppo nel paese. Non è una società omogenea. La Cina ha 56 minoranze etniche diverse, parlano diverse lingue, e vi sono diverse religioni, intatti il paese si trova in diversi stadi di sviluppo economico. Vi sono forti variazioni.

 

Dato che lo sviluppo economico del paese è disequilibrato, anche il livello dei consumatori è diverso; allo stesso tempo, ciò che cercano, i loro gusti e preferenze, anche questi saranno naturalmente abbastanza diversi.

In breve, questo mercato ha diverse necessità a diversi livelli, e diversi gusti e preferenze, persino diversi poteri d’acquisto; abbiamo identificato i brand che riteniamo possano soddisfare le necessità di ognuno di questi livelli diversi, gusti, preferenze, e diversi livelli di potere d’acquisto. Siamo certi che ognuno dei brand con i quali noi cooperiamo, possa trovare il proprio spazio e raggiungere una fetta di mercato in questo enorme mercato, e guadagnarsi il rispetto e l’amore dei consumatori nei confronti dei propri design.

 

In realtà crediamo fortemente che nessun brand che si unisca a noi possa sminuire il talento o il valore dell’altro, o permettere che l’altro perda la propria luce. Nessuna inclusione di un altro brand permetterà che l’altro passi in secondo piano, o che non venga notato dal mercato. Questo non è un gioco a somma zero. Il mercato è semplicemente troppo grande, ed ogni brand dovrà seguire un approccio separato e distinto, e naturalmente la strategia sarà diversa.

Se i brand sono sicuri del proprio punto di vista originale, e sono pieni di passione ed entusiasmo, disposti a investire le proprie forze in comunicare la visione del proprio brand, allora assolutamente crediamo che la loro luce risplenderà nel mercato.

La questione è che, basandoci sul senso comune, nessun brand può raggiungere l’amore di tutte quante le persone. Vorrei incoraggiare ogni brand, o lettore, a non pensare con una prospettiva puramente europea, perché questo potrebbe portare ad errori di giudizio. Vi prego di provare a vederla dalla prospettiva del nostro mercato - è veramente molto, molto grande e variegato.

Vi prego anche di immaginare, se cooperassimo con solo qualche brand, questo porterebbe a problematiche per la strategia generale e l'acquisto del consumatore di ognuno di questi brand. Soltanto con una grande quantità di brand, il consumatore visiterà, e persino rimarrà, con ogni brand individuale.

Quindi, voi potreste domandarvi, come facciamo in modo che i consumatori vogliano ascoltare la storia di questi piccoli brand, quando ve ne sono così tanti nello stesso posto?

In realtà è in questo che risiede la parte chiave della nostra strategia. Questa grande quantità di altri brand, aiuterà ogni brand individuale a spiccare ed essere notato.

Questo è lo stesso concetto di come quando andiamo a fare shopping. La maggior parte delle persone preferirebbero andare in un negozio in una strada dove non vi è nient’altro, se non quel solo negozio, o preferirebbero andare in un distretto di shopping movimentato, dove vi sono strade comprendenti diversi negozi? Penso che la risposta sia abbastanza ovvia.

Non importa se stiamo parlando di moda, o di ristoranti, o altri tipi di esperienze di consumo, questo impulso è universale, anche quando si tratta di e-commerce. Ogni ristorante vuole aprire vicino ad un’area dove vi sono molti altri ristoranti, nonostante la concorrenza, perché quello è il luogo dove le persone penseranno di andare quando sono affamate. Questo comporta che l’esposizione di quel ristorante cresca molto rapidamente; alcuni consumatori magari non sceglieranno di andare in quel ristorante oggi, ma potrebbero scegliere di farlo domani.

Allo stesso tempo, quando si tratta di e-commerce e negozi virtuali, nessuno si interesserebbe nel vedere un sito con soli 20 brand; vogliono venire in un sito con diverse scelte, in modo che possano fare la propria selezione. Questo è un’ulteriore dimostrazione di ciò che voglio dire, ovvero, il potere di attrarre i consumatori risiede completamente in quante opzioni e scelte si possono offrire al consumatore, in modo che abbiano un’esperienza più ampia. Questo concetto vale per qualsiasi industria.

Per questo motivo abbiamo creato i supermercati, Amazon, e Alibaba. Qualsiasi brand avrà esperienza di un grande aumento delle proprie vendite, dato dal fatto di essere inseriti su Amazon o Alibaba. Il fatto che vi sono molte altre opzioni in queste piattaforme, non avrà un impatto negativo sulla loro crescita.

Se cooperiamo con solo 20 brand, per esempio, in un mercato con quasi 2 miliardi di persone nella regione, chi davvero presterà attenzione ai nostri 20 brand?

Le storie dei brand con i quali noi cooperiamo non sono lunghe, e non hanno ancora l’eredità stabilita e la costruzione della storia nel tempo che molti brand affermati hanno, quindi è molto difficile creare in poco tempo quel tipo di presenza incrollabile come brand riconosciuto.

Allo stesso modo, ciò che vorrei domandare, un giornalista di una pubblicazione famosa a livello globale come Vogue, sarebbe più disposto ad andare in una piattaforma con molti, molti brand, per trovare la prossima star della moda, o preferirebbe ricercare attraverso social media o altre strade per trovare brand che potrebbero non essere largamente conosciuti? È abbastanza chiaro che apprezzerebbe e verrebbe in una piattaforma che ha molti brand, e osserverebbe la reazione dei consumatori e come stanno andando, insieme in questa piattaforma. E a quel punto potrebbe pensare a come inserire ognuno di questi brand nelle proprie pubblicazioni.

Vi prego di immaginare, se nel futuro lanciassimo i nostri eventi di moda e sfilate per questa regione, e avessimo solo 20 brand, anziché centinaia di brand, da mostrare a questo enorme mercato, le persone vorrebbero venire al nostro evento di soli 20 brand, o ad un evento con diverse centinaia di potenzialità che potrebbero attrarre i loro interessi, che si contendono la loro attenzione? Ho fiducia che questa risposta sia molto ovvia.

Chiederei ad ogni brand di domandarsi, se nel caso qua sopra la loro esposizione aumenterebbe, o si ridurrebbe con la partecipazione di più brand in collaborazione? In questi eventi bisogna considerare quante persone verranno, se solo 20 brand vengono mostrati contro diverse centinaia di questi?

Allora la potenzialità di esposizione di ogni brand migliorerebbe o diminuirebbe con questi grandi numeri di brand in collaborazione?

Noi abbiamo fiducia nei brand che selezioniamo, in quanto conosciamo quali sono le necessità nel nostro mercato. E quindi, riteniamo che in Cina e nel resto dell’Estremo oriente vi sono persone a cui piacerà ciò che ogni brand presenta. Attraverso le nostre interazioni con ognuno di questi brand, nel corso di una lunga comunicazione, abbiamo acquistato fiducia che questi brand possano avere successo, insieme alle nostre attività.

 

Vi predo anche di capire, che se i nostri brand in collaborazione non riuscissero ad avere successo, i primi a perderci saremmo noi.

Noi non chiederemo a nessuno dei nostri brand in collaborazione di pagarci tasse o denaro, né oggi, né mai; i costi delle operazioni cadono sulle nostre spalle, dal campionario, fornitori, sviluppo, produzione, promozione e costi di vendita e oltre. Di conseguenza, a noi interessa persino più del brand stesso che questo possa raggiungere il successo il prima possibile, nei nostri mercati. Prendiamo ogni brand in collaborazione con lo stesso livello di serietà ed entusiasmo - e dedicheremo tempo ad ognuno per pianificare ed elaborare strategie; se non lo facessimo, staremmo assumendo azioni che potrebbero danneggiare noi stessi.

Capiamo profondamente quanto sia importante comunicare con il brand per raggiungere una comprensione reciproca attraverso quella comunicazione, e quanto questo sia cruciale per la promozione della strategia del brand. Di conseguenza, noi forniremo più assistenza e consiglio possibile, e lavoreremo a stretto contatto con ognuno di questi brand, nell’aiutarli ad attrarre l’attenzione di questi consumatori potenziali. Utilizzando vari metodi, noi permetteremo ai fan di sentire i principi della moda e il polso del brand che sono venuti ad ammirare. Questo è nei nostri interessi, e nell’interesse del brand, quindi è nostro migliore interesse reciproco.

Ho fiducia che chiunque stia leggendo questo, e qualsiasi brand con il quale siamo entrati in contatto, con queste spiegazioni capirà ancora meglio il nostro approccio. Speriamo anche che possano capire perché, cooperando con altri brand, questo non toglierebbe la nostra concentrazione e non causerebbe una mancanza da parte nostra nei confronti di alcun brand in collaborazione. Perché ciò che noi possiamo fare è dare ad ogni fiore di questo giardino la possibilità di sbocciare liberamente, provare e smuovere il proprio pubblico con la propria bellezza, estetica e impatto. Questo è il nostro obiettivo, ed è di nuovo dove risiede il nostro interesse. Pertanto, non è l’aggiunta di altri brand che danneggerebbe le possibilità di alcun brand; ma anzi, la perdita di fiducia del brand in sé stesso, o perdita di passione, questo causerebbe un vacillamento.

Sappiamo che non tutti i brand avranno immediatamente successo. Vi saranno molti brand che incontreranno difficoltà e alti e bassi. Possiamo assolutamente prevederlo. Ma sentiamo anche che, dal momento che rimaniamo convinti che i principi della moda dei brand con i quali noi collaboriamo abbiano la capacità di invocare una reazione emotiva per, in qualche modo, smuovere questi consumatori nella nostra ragione, allora possiamo rimanere sicuri nel nostro entusiasmo per il brand e continuamente lavorare con questo, scambiando informazioni e comunicando per continuare a migliorare, presentare e divulgare il loro messaggio al pubblico. Sotto queste circostanze, abbiamo fiducia che alla fine potremo gradualmente accorciare la distanza tra il consumatore e il brand, e renderli dei fan, e creare un tipo di ammirazione fervente nei confronti del brand. Questo è un lavoro molto complesso e meticoloso. Noi abbiamo passione per questo lavoro e ci sentiamo entusiasti di avere anche solo l’opportunità di fare questo genere di lavoro. Di conseguenza, abbiamo totale entusiasmo e manterremo per sempre questa energia. Questo è un fondamento importante attraverso il quale, mentre ci adeguiamo e adattiamo costantemente al mercato, i nostri brand in collaborazione possono ottenere il successo nella nostra regione.

Quindi pensiamo che più vi sono brand che sentiamo abbiano un buon potenziale di essere amati dai nostri mercati che si uniscono a noi, più è grande l’esposizione che avremo in questo mercato. Perché i consumatori di diversi livelli, e diverse regioni, saranno disposti a visitarci nei nostri negozi offline e online, e di conseguenza anche l’esposizione di ognuno dei brand con i quali noi collaboriamo aumenterà.

E dato questo aumento dell’esposizione, vi è innegabilmente un impatto positivo nell’aiutare ogni brand ad aumentare il proprio valore nel mercato. Allo stesso tempo, abbiamo fiducia che data la scala massiccia del mercato in sé, questo possa senza dubbio assorbire e assumersi la presenza di diversi centinaia di brand nel mercato. Ognuno di questi brand gioca un ruolo diverso in questo mercato, e di conseguenza abbiamo la forte convinzione che i brand che si uniscono a noi e che verranno incontro alle diverse necessità del mercato, saranno un’aggiunta, e non qualcosa di negativo, per i brand con i quali noi già collaboriamo. Allo stesso tempo, data l’aggiunta di molti brand, naturalmente, vi sarà apprendimento e competizione tra tutti loro. Questo stimolerà l’”anima” di ogni brand nello scavare profondamente e creare pezzi ancora più spettacolari, in modo da essere ancora più amati. Crediamo fortemente che questo stimolerà il miglioramento e la crescita di ogni brand.

Naturalmente, non continueremo ad aggiungere brand senza fine; come ho scritto in un aggiornamento precedente, quando sentiremo che vi sono troppi brand che rappresentano un segmento o estetica, smetteremo di aggiungerne altri in quella categoria. Rivaluteremo in 3 o 5 anni, e cercheremo ancora altri brand potenziali, perché a quel punto le prospettive della moda, le tendenze e anche i principi potrebbero esser cambiati, e nuovi concept appariranno. Spero che questa spiegazione risponda accuratamente alle domande potenziali riguardo a questo punto. Allo stesso tempo, se qualsiasi brand ha un’opinione diversa, sono ben disposta ad avere una discussione dettagliata in privato o via chiamata telefonica.

Ringrazio per il tempo dedicato. 


Kate Chang

CEO

AGGIORNAMENTO  

22 SETTEMBRE 2019

Grazie per aver visitato il nostro sito web.

Recentemente, molti brand e designer hanno domandato come mai stiamo selezionando un numero consistente di brand, e quale sia il nostro criterio di selezione.

Non abbiamo il tempo di rispondere sempre individualmente a ciascuna domanda, e quindi, qui nel sito web, vorremmo dare una spiegazione a questo punto, così che in futuro potremo non rispondere a questa domanda una alla volta. 

Voglio spiegare che ci serve sicuramente selezionare tanti brand. La ragione per questo, è che in Cina vi sono diversi stadi di sviluppo, nel paese e generalmente nella regione, e non è una società omogenea. 

La Cina ha 56 minoranze etniche diverse, parlano lingue diverse, ci sono diverse religioni e, naturalmente, situazioni economiche diverse; questo è un mercato con una fascia davvero ampia e molte variazioni. E data la stratificazione del mercato cinese, vi sono diversi livelli di consumatori che vanno serviti, dato lo sviluppo del paese oggi ancora non omogeneo, hanno necessità e preferenze differenti. Vi sono i Tier 1, Tier 2, ed anche città Tier 3, quindi il prezzo, e l’estetica, devono coprire una fascia ampia. 

Quindi i brand che selezioniamo dovrebbero essere sufficientemente diversificati da combaciare con i vari gusti e preferenze di questo mercato. 

Allo stesso tempo, la cultura delle regioni circostanti dell’Estremo Oriente non è tutta uguale. Il loro punto di vista nei confronti della moda non è lo stesso. 

Quindi quando si tratta di selezionare un numero consistente di brand e di designer, il consumatore avrà quindi molte opzioni fra le quali poter scegliere. 

Inoltre - il numero consistente aiuta l’un l’altro: più persone significa più potere di negoziazione, con i fornitori, con le fabbriche, con gli influencer. Possiamo ottenere prezzi migliori per dare supporto a ciascuno dei nostri designer, in ciascuna categoria diversa in cui lavorano. 

Possiamo ridurre i costi, e possiamo quindi supportare ciascun brand per più tempo, per andare più lontano. 

Quindi in tutto, questo ci darà anche un vantaggio competitivo - non solo nell’avere design unici, ma saremo in grado di essere competitivi anche sul costo. 

Inoltre, persino il brand di maggiore talento non può farcela da solo in Cina. 

Riteniamo che sia come in un giardino, anche il fiore più bello non verrebbe notato, senza l’intero giardino come sfondo a far risaltare la sua bellezza. 

Allo stesso tempo, può verificarsi competizione interna e grazie a questa competizione interna, tutti lavoreranno più arduamente e meglio, vinceranno più collettivamente nel mercato.

Per quanto riguarda il nostro criterio di selezione, siamo focalizzati sull’unicità, la personalità, e sull’offrire qualcosa che viene percepito come molto rappresentativo della cultura, o dell’area geografica, in cui ciascun brand è basato e da cui proviene. Per esempio, alcuni brand sono basati in Sicilia, i design riflettono realmente quell’influenza, ed altri sono dal sud della Francia, per esempio, e da Milano e Roma, e ciascuno dei loro brand ha delle caratteristiche rappresentative della loro città. 

La ragione per cui questo è importante, è che in Cina le persone rispettano e realmente amano la cultura Occidentale, e la generazione più giovane in particolare, vuole andare e fare esperienza della moda e della cultura specifica di ciascuna regione diversa. Per poter mostrare gli aspetti unici della loro personalità ed individualità, questi consumatori stanno cercando queste esperienze, e questa tendenza sta facendo presa velocemente; hanno persino viaggiato in Europa, quando possibile, per avere una esperienza più immersa, e capire la cultura Europea da diverse prospettive - dal cibo, all’intrattenimento, alla moda. Vogliono poi portare questa sensazione con sé quando tornano a casa in Cina, mantenendo quell’affetto e curiosità nei confronti dei posti che hanno visitato. 

Per esempio, noteranno particolarmente le prelibatezze, e specialità locali, qualora si tratti di un particolare vino rosso, o miele, o qualunque altro tipo di prodotto locale che è davvero unico e indicativo di quella regione in particolare.

Il nostro progetto si incentra su questa sensazione, e di conseguenza, stiamo cercando quei brand più piccoli che possono soddisfare il desiderio che questi consumatori hanno di mostrare il proprio status e personalità al mondo, e non è solo tramite i loro soldi, ma tramite il loro gusto, tramite i loro numerosi viaggi e la comprensione dell’Europa. 

Allo stesso tempo, riteniamo che ci troviamo ad un punto di svolta dell’industria della moda - ovunque nel mondo i cambiamenti che stanno accadendo nella moda in questo istante sono impossibili da ignorare. 

Mckinsey & Company ha pubblicato una ricerca, dimostrando che il 2019 è un punto di svolta nella “storia” della industria della moda d’abbigliamento in Cina. La loro ricerca ha dichiarato che la Cina sostituirà gli Stati Uniti in quanto mercato più grande al mondo per l’industria dell’abbigliamento nel e dal 2019. Di fatto, la Cina è gradualmente diventata uno dei mercati leader per avviare tendenze globali nel mondo della moda. Questo è evidenziato dall’attitudine di molti brand importanti. Ad esempio, Ermenegildo Zegna, l’iconico brand italiano di abbigliamento da uomo, ha detto che quando l’azienda vuole sentire l’impulso degli acquirenti del lusso, non è più New York il luogo dove testare nuovi prodotti. Invece, hanno detto: “Ora stiamo testando nuove cose in Cina, e se funziona, le porteremo in tutto il mondo”. Il quantitativo di attenzione che viene rivolto, in sé e per sé, è qualcosa che fino ad un decennio fa sarebbe stato inaudito. 

Nonostante il mercato della moda della Cina sia enorme, i suoi pattern di distribuzione sono piuttosto sparsi e frammentati a causa del fatto che lo sviluppo del mercato nelle città di Tier 1, Tier 2 e Tier 3 sia diverso per ritmi e richieste. Tuttavia, è utile osservare lo sviluppo negli ultimi quarant’anni, perché possiamo vedere l’evoluzione di questo mercato più chiaramente, e davvero afferrare l’opportunità importante che abbiamo qui; possiamo sentire davvero cosa stiamo per affrontare. 

La ricerca della moda da parte dei consumatori cinesi non è diversa da quella di altri consumatori nel mondo, fondamentalmente. Tuttavia, ciò che è definito “alla moda”, è sempre influenzato, spesso profondamente, dal progresso socio-economico, dallo status, e dallo sviluppo economico di un paese, e anche le interazioni che ha con i paesi esteri ha impatto sul modo in cui le persone di quel paese vedono se stessi nel mondo.

Per esempio, Belle International e Daphne International, due brand cinesi nati a livello locale, sono stati tra i brand emergenti nati per prima in Cina, ed erano i leader nella moda cinese negli anni 2000.

Ad un certo punto avevano 5,000 boutique, ed i consumatori cinesi li hanno indossati per più di un decennio. C’era un momento in cui le loro semplici magliette in plaid e piumini, e la linea di calzature femminili basic, erano considerati gli articoli più “alla moda”. 

Tuttavia, l’ascesa del fast fashion è accaduta in Cina effettivamente dopo i Giochi Olimpici del 2008; con una apertura ulteriore del paese, la generazione più giovane ha iniziato ad adottare un nuovo concetto di moda che includeva molta varietà e sempre di tendenza; ma la loro focale non era troppo sulla qualità dell’abbigliamento. Il fast fashion, per la prima volta, ha portato le sfilate di Parigi, Milano e New York più vicino ai giovani consumatori di Pechino. Qualunque nuovo stile fosse stato messo in mostra su quelle passerelle, sarebbe arrivato velocemente a questi giovani consumatori, e in sole 2-3 settimane dopo le sfilate, soddisfando il loro desiderio per le tendenze della moda più recenti. 

Tuttavia, la crescente ondata del fast fashion inseguita dai giovani consumatori cinesi ha finalmente iniziato il suo declino. Da quando queste aziende di fast fashion sono state spinte nella prima linea del mercato nel 2016, il loro dominio ha iniziato a declinare gradualmente. Gli annunci di Topshop e Forever 21 rispettivamente nel 2018 e 2019 di spegnere le luci e ritirarsi totalmente dal mercato cinese, sono esempi ben calzanti. I consumatori cinesi hanno gradualmente capito che il fast fashion non è più sufficiente a soddisfare i loro bisogni. Oltre alla tendenza, mancano di qualità. A parte la bassa qualità, il fast fashion è carente di personalità ed unicità, questi sono altri aspetti della moda che sono parti importanti del nostro consumo in quanto consumatori. 

Ad esempio, quando una giovane madre che partecipa in una riunione con gli insegnanti del figlio, scopre che il suo outfit è lo stesso della madre di un altro bambino, o quando l’impiegato di un ufficio scopre che le cuciture della propria zip si sono disfatte, dopo essersi unito ai propri colleghi per una uscita dopo il lavoro, tutte questi avvenimenti renderebbero frustrati i consumatori di classe media, e li farebbero sentire imbarazzati del loro aspetto, e per estensione, la loro sicurezza in sé verrebbe compromessa semplicemente a causa dei vestiti che scelgono di indossare. Non vogliono che questo genere di cose accadano quando migliorano i loro gusti in ricerca del loro proprio stile. Di conseguenza, il fast fashion è gradualmente sparito ed è slittato via dalle loro menti. Ciò che vogliono è un genere di moda che rifletta le loro personalità. Che abbia un buon rapporto qualità/prezzo, che possano anche permetterselo. Non devono preoccuparsi di indossare gli stessi vestiti, rischiando che le loro zip si disfino. Vogliono sentirsi liberi e a proprio agio. Vogliono indossare qualcosa che rifletta pienamente le loro proprie personalità e il loro punto di vista della moda. Allo stesso tempo, non rincorrerebbero ciecamente articoli di lusso che non possono permettersi, perché la società cinese si è gradualmente evoluta in una atmosfera in cui ostentare eccessivamente prodotti di lusso che non corrispondono con la loro ricchezza, o persino con il loro stile personale, non fa sembrare le loro identità più elevate, ma piuttosto, li trasforma semplicemente in “nouveau riche” agli occhi dei loro coetanei. 

Affrontare l’ascesa del mercato cinese di più di 400 milioni, di fatto quasi 500 milioni di consumatori di classe media, è la nostra missione, così come la nostra sfida nel posizionare correttamente i nostri brand, seguire da vicino e afferrare il battito di quei gruppi di consumatori che stanno gradualmente iniziando a desiderare quella esperienza individualista e personale attraverso la loro moda. 

In risposta a questa tendenza, speriamo di proporre una soluzione diversa nel mercato medio, dove i consumatori cinesi si aspettano personalizzazione, qualità, ed originalità, così come un rapporto qualità-prezzo ragionevole; fornendo il punto di vista originale ed inconfondibile del design di centinaia di brand europei unici.

Perciò di nuovo, nonostante il fast fashion ed il grande lusso abbiano ancora molti fan in Cina, e anche se magari non spariranno, le persone stanno iniziando a stancarsi di queste due opzioni. Si alternano fra queste offerte standardizzate, facendo scelte quasi involontarie, dato che non ci sono altre alternative. 

Ancora una volta, è con questo genere di contesto che intendiamo fornire altre possibilità per il consumatore, una miriade di scelte, così che possano liberamente godere della moda da ciascuna di queste varie regioni, come dice un proverbio cinese, si tratta di “permettere a centinaia di fiori di fiorire”, e fra questi boccioli, ce ne sarà inevitabilmente uno che si distingue per ciascuno di questi nuovi consumatori accorti. 

Affrontando questo vasto mercato in Oriente, sentiamo che questo approccio sia una nuova innovazione, ed in quanto parte di questo movimento ci serve raccogliere la forza di molti, molti designer, che hanno il talento e la visione, e vogliono creare il loro proprio brand. 

Al momento, stiamo ancora attivamente cercando nuovi brand con cui collaborare, ma dato che c’è stata della sovrapposizione con quei brand già selezionati, e con alcune delle richieste in entrata, abbiamo dovuto dire “no” a molte persone. Per ciascun tipo di estetica simile, potremmo coinvolgere 7 o 8 brand che si sovrappongono in una maniera in cui, speriamo, porti a della competizione interna per cui ciascun brand lavorerà duramente e si impegnerà per essere il vincitore, spingendosi l’un l’altro a migliorare. Ma se finiamo per avere una dozzina dello stesso tipo di brand, allora dobbiamo rifiutare alcuni di loro. Questo è il nostro ragionamento, e la nostra risposta ad alcune domande che vengono continuamente fatte, ovvero, capire quanti brand selezioniamo, e quale sia il nostro criterio. 

Fra altri 3-5 anni, una volta che il nostro progetto è stato lanciato e sta operando, apriremo ancora una volta le nostre porte a quelle persone con un punto di vista della moda che rappresenta una prospettiva unica. Vedremo quali tipi di estetica hanno una forte richiesta, e se non abbiamo abbastanza brand per rappresentarli, allora ne aggiungeremo altri per rimediare, in quel momento; ci apriremo anche a nuovi punti di vista del design che staranno spuntando, inserendo anche quelli nella nostra piattaforma. 

A quel punto, crediamo che il mondo della moda avrà iniziato a cambiare e ci saranno innovazioni e punti di vista; inseriremo più di questi creativi nel nostro progetto, e quei brand con l’abilità di dirigere e guidare il loro gusto e punto di vista, ed in quel momento, potranno risaltare allo stesso modo. La nostra richiesta non ha a che fare solo con puri numeri - ma piuttosto con il raccogliere il quantitativo che sentiamo possa rappresentare e anche soddisfare i diversi gusti dei consumatori in ciascuna distinta parte della Cina, e anche nella regione circostante dell’Estremo Oriente. Quindi la nostra missione, e anche il nostro obiettivo, è di catapultare quanti designer e brand altamente originali possibile, nel nostro mercato.

Speriamo che questo possa essere una spiegazione, e che nel futuro non dovremo continuare a spiegare questi punti, nell’interesse del tempo e dell’efficienza. Speriamo questo anche per la comunicazione e comprensione dei nostri potenziali partner.

Grazie per il vostro tempo e attenzione. 


Kate Chang

CEO

 

AGGIORNAMENTO 

15 SETTEMBRE 2019

Grazie per aver visitato il nostro sito online.

Vorremmo scrivere un breve aggiornamento e spiegazione sul nostro processo di selezione;

Recentemente, vi sono stati molti designer che si sono sentiti scontenti o delusi, dato che non li abbiamo selezionati come designer in collaborazione dopo il processo di colloqui. Vi sono state troppe domande in merito, ed ogni designer ha ragioni diverse per protestare, e non abbiamo tempo di spiegarlo costantemente durante le corrispondenze. Vorremmo chiarire alcuni aspetti qui sul nostro sito online, sul perché abbiamo fatto certi rifiuti, e spiegarlo pubblicamente. E speriamo anche che ogni designer che è stato rifiutato possa capire perché dovremmo avere motivo di dire di no. Dopo questo annuncio, potremmo non fare più spiegazioni individualmente, uno per volta. 

La ragione per la quale vi siano stati più e più rifiuti, dopo il processo di selezione, nei fatti non è perché pensiamo che questi designer abbiano meno talento di coloro con i quali abbiamo già firmato, ma piuttosto, al momento, abbiamo firmato con più di un centinaio di designer. Tuttavia, ci sono molti altri designer che hanno un’estetica di design che è abbastanza simile ai designer con i quali abbiamo già firmato. Il nostro modello di business non si basa nel selezionare solo un tipo di estetica, per esempio solo un look femminile e classico, o solo un look d’avanguardia. Non facciamo questo tipo di distinzioni. La ragione è che, in Cina, vi sono diversi stadi di sviluppo nel paese e in generale nella regione, e non è una società omogenea. 

La Cina ha 56 minoranze etniche diverse, parlano lingue diverse, ci sono diverse religioni e, naturalmente, situazioni economiche diverse; questo è un mercato con una fascia davvero ampia e molte variazioni. E data la stratificazione del mercato cinese, vi sono diversi livelli di consumatori che vanno serviti, dato lo sviluppo del paese oggi ancora non omogeneo, hanno necessità e preferenze differenti. Vi sono i Tier 1, Tier 2, ed anche città Tier 3, quindi il prezzo, e l’estetica, devono coprire una fascia ampia. 

Ogni designer che abbiamo selezionato comprende bene il nostro punto di vista - sono pieni di passione, ed entusiasmo, e con lo spirito del servire i loro clienti, sono pronti a penetrare questo mercato e lavorare con noi, anche per diversi livelli di consumatori.  

Ma quando i designer che rappresentano ciascuna estetica diventano troppi, avremo per certo molte difficoltà nel raggiungere il successo per ogni designer, e pertanto, il nostri rifiuto di alcuni candidati non è inteso solo per proteggere il nostro investimento, ma è anche un tipo di rispetto e buona fede nei confronti dei designer che abbiamo dovuto rifiutare. Perché se si fossero uniti a noi, e alla fine non avessero raggiunto il successo, questo avrebbe creato un senso di fallimento, il quale non è piacevole e allo stesso tempo, troppi designer simili nel mercato comporterebbero un affollamento troppo grande, e ai brand di quei designer con i quali abbiamo già firmato creerebbe un eccessivo quantitativo di concorrenza. Noi speriamo sinceramente che se chiunque dei designer che abbiamo rifiutato sperano ancora di unirsi a noi e diventare designer in collaborazione, che possano considerare di adeguare la loro estetica leggermente, e creare una rappresentazione ancora più originale. Se lo fanno, possono sentirsi liberi di contattarci nuovamente, e noi continueremmo a pensare che ci sia una buona possibilità di cooperare. 

Allo stesso tempo, il nostro piano al momento è di tenere un altro giro di selezioni di designer fra tre o cinque anni. A quel punto, se siete uno dei quei designer che è stato precedentemente rifiutato, ma da quel giorno la vostra estetica si è evoluta, potete contattarci. 

Al momento noi stiamo selezionando i designer che hanno un punto di vista unico, e possono davvero presentare con forza quel punto di vista unico sulla moda. 

Noi crediamo fortemente che questi tipi di designer possano catturare i cuori di un gran numero di clienti in questo vasto mercato che è la Cina e le regioni circostanti dell’Estremo Oriente, e che possano trasformare i clienti in veri fan. 

Questa offerta unica al nostro mercato è la direzione verso la quale stiamo lavorando duramente, e tutti i designer con i quali noi cooperiamo dovrebbero riuscire a raggiungere il successo in base a questo, o almeno dovrebbero riuscire a fare profitti. Questa è la nostra missione e il nostro sogno. 

Al momento vi sono molte fabbriche e fornitori anche in Europa, per esempio in Italia, Polonia, Portogallo e Bulgaria, con i quali abbiamo deciso di cooperare in futuro, naturalmente questo include anche fabbriche in Cina, Taiwan e altre parti, in modo che, basandosi sulle diverse estetiche di design e il livello dei consumatori nel loro target nel nostro mercato, ogni nostro designer in collaborazione possa eventualmente produrre in uno di questi paesi. 

In questo momento stiamo costruendo le fondamenta preparatorie, e i nostri designer in collaborazione sono nel processo di domanda per la registrazione del loro trademark, attraverso servizi che hanno trovato loro stessi per seguire questo processo. Dopodiché, ognuno dei nostri designer in collaborazione selezionerà lo spazio e location del loro negozio dedicato per quando inizieremo ad operare. Come risultato, ai designer a cui abbiamo dovuto dire di no, se non siete stati selezionati questa volta, potete continuare a seguire le nostre attività, e se sentite che la vostra estetica si sta costantemente evolvendo, potete contattarci nuovamente. 

Se voi come designer non avete la possibilità di cambiare la vostra estetica, allora mi dispiace, noi non abbiamo la possibilità di accettare così tanti designer con un’estetica simile ad ogni livello. Perché dopotutto, ci vuole tempo per rendere un brand di successo, e sforzi e investimenti, ed è un processo lungo che coinvolge anche una gran quantità di rischio finanziario. Di nuovo, per i designer a cui abbiamo dovuto dire di no, è solo che vi abbiamo conosciuto un po’ tardi nel processo, e non necessariamente che non siamo d’accordo o non crediamo nelle vostre capacità di designer. Non importa con chi lavoriate, ritengo che troverete la vostre possibilità e opportunità. Spero anche che possiate utilizzare il tempo che abbiamo speso nel comunicare l’uno con l’altro, anche se alla fine non avanzeremo nella cooperazione, per comprendere l’esistenza di questo vasto mercato in Cina, e spero che abbiate capito, attraverso le nostre interazione, un po’ di più su questo mercato, come si sta muovendo, e anche provare a entrarci a vostro modo. 

Abbiamo fiducia e riteniamo che questo grande mercato che è la Cina, e le persone che la costituiscono, stiano iniziando a perseguire le loro necessità e sogni di moda in un modo molto esigente; questo darà assolutamente l’opportunità a tutti i designer di talento, anche coloro che abbiamo rifiutato, di prendersi una fetta di questo mercato per se stessi. 

Indipendentemente, vorremmo dire che la nostra comunicazione reciproca è già un destino in sé e di per sé, e anche se alla fine non lavoreremo insieme dopo questa lunga comunicazione, a quei designer che abbiamo rifiutato, o a quei designer che hanno rifiutato noi, noi davvero crediamo che questa comunicazione sia esistita per una ragione, nella vostra vita come fashion designer. Vogliamo porgere le nostre scuse a quei designer che non abbiamo potuto far salire a bordo in questo momento. Se ancora volete entrare nei nostri mercati, fatecelo sapere, e noi cercheremo di essere il più d’aiuto possibile. 

Grazie per il vostro tempo e attenzione. 

Kate Chang

CEO

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