• Kate Chang

FAQ #8

DOMANDA FREQUENTE

#8 - D: Se firmassimo il contratto, quando potremmo effettivamente iniziare? Dobbiamo attendere fino a che tutti gli altri marchi partner abbiano finito la registrazione del marchio in modo da poter vendere? E se io avessi registrato molto presto, dovrei comunque attendere che gli altri finiscano prima di poter iniziare? R: Recentemente, abbiamo ricevuto richieste quasi giornaliere dagli attuali marchi partner, e da coloro che sono interessati ad unirsi a noi, riguardo a tale questione. Primo, come ho spiegato anche precedentemente nel sito, è molto importate registrare il marchio nel territorio e che venga approvato. Di conseguenza, prima che il trademark di ogni brand venga approvato, non crediamo che sia la decisione giusta entrare nel mercato. Ho anche spiegato precedentemente, e anche su questo sito, che vi sono molte ragioni importanti per questa precauzione. Senza una protezione appropriata del trademark approvato; in Cina, è in realtà un business che alcuni operano, quello di registrare preventivamente i nomi di marchi altrui come trademark, dal momento che la Cina opera basandosi sul concetto che chi arriva prima, ha la precedenza. Quando i marchi poi provano a promuovere o vendere nel mercato della Cina, questi “trademark trolls” colgono questa opportunità, e denunciano questi marchi per la violazione del trademark. Questo può alla fine creare molti più problemi legali, esattamente come il caso di MUJI, che ho condiviso con voi e tutti gli altri designer partner, nel post precedente. La loro sfida legale che si è trascinata, ha finito per rivoltarsi contro di loro, ed hanno dovuto pagare una penalità all’azienda locale, che era fondamentalmente un’azienda di carta in Cina, che ha utilizzato il loro nome, ed hanno dovuto anche pagare per un annuncio pubblico in un giornale per scusarsi pubblicamente nei confronti di questa azienda.

Muji follows Apple and Starbucks into China trademark storm

Se dovessero denunciarvi in futuro per violazione del trademark, non solo dovreste pagare una penalità, ma verreste posti in una lista di entità che trasgrediscono la proprietà intellettuale - e questo impatterebbe fortemente la vostra possibilità e abilità di addirittura entrare nel nostro mercato come brand. Vi prego di capire che la strategia della nostra azienda di promozione dei nostri marchi partner non è semplicemente di appendere qualche pezzo d’abbigliamento, metterlo in qualche negozio, e vedere che succede. Una grossa parte della nostra strategia è costruire il riconoscimento del brand, attraverso una varietà di media online e offline, social network, ed eventi offline, aumentando inoltre l’interazione tra reali consumatori e anche influencers e opinion leaders. Non si tratta solo di collocare passivamente dell’abbigliamento in dei canali, ma assumere produttivamente azioni per aumentare il riconoscimento. Se oggi stessimo semplicemente raccogliendo i prodotti dei nostri marchi e non facendo molto altro, non dovremmo necessariamente registrare i trademark, perché se qualche consumatore scoprisse e gli piacesse il prodotto, lo comprerebbero. Se nessuno lo scoprisse, allora nessuno lo comprerebbe. Si fermerebbe lì, e di conseguenza, il riconoscimento del brand non aumenterebbe mai davvero in modo significativo nel suo profilo il prodotto del brand semplicemente occuperebbe dello spazio sugli scaffali di un magazzino. Nessuno saprebbe chi è il designer, quale sia la storia del brand, o nemmeno interagire con il designer del brand nel conoscere la loro storia e i loro principi della moda; non saprebbero quale potrebbe essere il principio dietro al brand, o dove si trova il direttore creativo di questo, in che città, in che parte d’Europa. Allo stesso tempo, non ci sarebbero media o influencer, sfilate, organizzate per mettere in luce il brand, quindi sotto queste circostante il brand non diventerebbe un buon target per una parte terza disonesta che cerca brand da registrare preventivamente, perché il brand non avrebbe alcun valore reale.

Per questa ragione gli individui e le aziende disoneste, sceglierebbero di registrare preventivamente il trademark di un’azienda come MUJI, per esempio, e non un brand di cui nessuno ha sentito parlare. Quindi, quando molti brand ci domandano se possono o meno andare in Cina e vendere ora, senza la registrazione del marchio, la nostra risposta è sì, possono farlo, ma non possiamo promuoverli, perché se noi investiamo risorse e iniziamo a davvero promuovere ogni brand e il profilo e riconoscimento del brand iniziare a crescere, sotto quelle circostanze, il brand inevitabilmente e naturalmente andrebbe dall’essere un target sfavorevole fino a diventarne uno molto interessante per una registrazione del trademark preventiva; esattamente come un cecchino che improvvisamente ha un target sotto mira. Quando il riconoscimento di un brand è aumentato, il valore di quel brand aumenterà di conseguenza, e pertanto quel brand diventerà oggetto di desiderio per coloro che vogliono fare colpi preventivi. Quindi, se facessimo molta promozione, e non vi fosse una registrazione del trademark per proteggere il brand, allora la nostra promozione diventerebbe carburante per queste parti terze disoneste, anziché essere carburante per la propria crescita dei brand dei nostri designer partner, o per la creazione del nostro profitto condiviso. Per questa ragione, fino ad oggi, non abbiamo ancora iniziato a vendere e promuovere per alcuni dei nostri brand partner che abbiamo firmato un anno fa; dobbiamo attendere che questo processo finisca.

Anche se un brand ha già fatto richiesta del trademark, ed è nel processo di venire valutato dal dipartimento, vi è ancora rischio. Se iniziano a vendere e promuovere mentre quando si è ancora nel processo di richiesta, alcune di queste parti terze compreranno 1-2 pezzi della collezione creando diverse copie, per poi venderne i pezzi su taobao.com, o offline, o in diversi ipermercati o mercatini, usando naturalmente una qualità molto inferiore di produzione e un prezzo basso. Questo porterebbe la nostra promozione, se dovessimo lanciare il brand, a trovarsi una situazione davvero ironica, perché staremmo facendo molto storytelling riguardo alla qualità del design e del concept, dei materiali utilizzati e della produzione, mentre i consumatori vedrebbero questi prodotti fabbricati economicamente da altre parti, e si sentirebbero insultati per il fatto che il modo in cui stiamo presentando questi brand sia, nei fatti, non una rappresentazione veritiera. Sotto queste circostante, il brand soffrirà incredibilmente, anche dopo aver ottenuto l’approvazione ufficiale di registrazione, queste parti terzi sarebbero forzate a fermare i loro comportamenti, ma l’immagine del brand sarebbe già stata danneggiata fortemente fino a quel punto. Da parte nostra, per provare a rimediare a tutto questo, e recuperare nelle menti dei consumatori, sarebbe qualcosa di incredibilmente difficile o addirittura impossibile da fare. Anche la reputazione personale del brand del designer soffrirebbe danni irreparabili, e molti consumatori penserebbero inevitabilmente che non ci si può fidare del lavoro di questo designer, nel senso che quello che viene presentato e quello che è la realtà sono due cose nei fatti diverse. Queste perdite sarebbero un danno devastante per il futuro sviluppo del brand. Ed inoltre, dobbiamo essere consapevoli che non possiamo fare molte azioni legali contro gli autori delle violazioni durante il processo dell’approvazione del trademark, quindi loro ne potranno uscire tranquillamente. Dal momento che si fermano prima dell’approvazione finale, non hanno violato i vostri diritti. Per questa ragione abbiamo dovuto trattenere diverse centinaia di designer che hanno già fatto richiesta; in un certo senso, è come un esercito pronto per la battaglia, ma che si trova in attesa.

Quindi, di nuovo, è sconsigliato iniziare a vendere in questo mercato prima che la registrazione del brand venga completata.

Al momento, tutti i designer partner che abbiamo, si trovano in diversi stadi della registrazione dei loro trademark. I nostri piani al momento, una volta che il primo gruppo di brand partner ha finalmente il trademark approvato, inizieremo con un periodo di prova operativo di 6 mesi, e i consumatori che sono target di questa prova, saranno i consumatori che sono membri della nostra piattaforma, li conosciamo bene, e sappiamo chi sono. L’obiettivo di questo periodo di prova è di “irrompere” e farsi strada nella relazione tra il brand e i consumatori, tra il brand e le fabbriche partner, e anche nei sistemi online e offline. In questi 6 mesi, è anche il periodo di prova per entrare nell’intera piattaforma operativa - dalle logistiche, alle operazioni di business e l’ambiente. Questo è parte del lavoro professionale che deve essere fatto per ogni brand nel processo del loro lancio nel mercato. Soltanto attraverso questo possiamo risolvere le imperfezioni, e ogni brand può operare tranquillamente, in un modo perfetto e completamente efficiente per entrare nel mercato. Questo è un passaggio necessario. Allo stesso tempo, avremo qui brand che non hanno ancora ricevuto l’approvazione ma hanno fatto richiesta delle loro registrazioni da ormai 9 mesi o più, che potranno unirsi al periodo di prova. Di nuovo, dato che i consumatori che saranno in questo periodo di prova li conosciamo bene, non saremo preoccupati che coloro che non hanno ancora ricevuto l’approvazione finale del loro trademark vengano copiati durante questo periodo. Anche se qualcuno volesse copiarli, in questo periodo, il periodo di approvazione avrebbe solo ancora altri 1-2 mesi restanti, quindi i potenziali copiatori non avrebbero abbastanza tempo per davvero mobilitarsi e fatturare da queste azioni, quindi si asterrebbero da fare ciò. Ma quei brand che hanno fatto richiesta da tempo più breve, tra i 3 e i 5 mesi, per esempio, ci dispiace ma dovranno aspettare più a lungo.

Per questa ragione abbiamo chiesto ad ogni brand partner di iniziare immediatamente il processo di registrazione del trademark dopo aver firmato l’accordo di cooperazione; altrimenti, più ogni brand attende per farlo, più tempo ci vorrà prima di davvero andare nel mercato. Al momento, quasi il 99% dei nostri brand partner ha completato la richiesta della loro trademark application, il restante sono coloro che hanno firmato più recentemente, ma addirittura quei brand partner più recenti hanno iniziato a fare richiesta in questo processo. Riteniamo che dal momento che avremo la giusta brand strategy, possiamo evitare di soffrire questo tipo di danni per i nostri brand quando entreremo nel mercato. Faremo anche tutto in nostro potere per permettere ad ogni brand partner di mostrare il loro lavoro al mondo, in modo liscio e in un ambiente tranquillo, senza avere alcuna interferenza da questioni legali.

In questo primo gruppo di brand partner con i quali abbiamo firmato, vi erano due brand partner in particolare che dopo aver firmato l’accordo ci hanno chiesto cosa esattamente abbiamo già fatto per sostenerli, e sarebbero stati d’accordo nel registrare solo dopo aver saputo esattamente quale tipo di lavoro abbiamo fatto. Per questi brand, dal momento che avevamo appena firmato l’accordo con loro, e non avevamo investito così tanto nel loro lavoro di preparazione, includendo la strategia, posizionamento e cercare potenziali fabbriche per loro, preparando i giusti media e canali di promozione, ecc., sotto quelle circostanze, abbiamo pro-attivamente richiesto di cancellare la nostra cooperazione. Perché la loro insistenza di entrare nel mercato e iniziare a promuoverli senza avere una registrazione del trademark in vigore, era un suggerimento rischioso e stupido. Noi non lavoreremo con quei brand che ci affrettano nell’entrare nel mercato senza importarci se il loro brand verrà copiato, perché questi tipi di brand non sembrano importarsi di ciò che è meglio per loro stessi. Ci hanno dato la sensazione che i brand stessi non credessero nel proprio valore nel mercato.

Se al brand non importa nemmeno del proprio valore, e non gli interessa se verrà copiato o meno, o se sarà a rischio, e se il designer del brand non sembra importarsi della propria reputazione personale, e se quella reputazione verrà messa a rischio dato il comportamento illegale di queste parti terze autrici di copie, allora, ci dispiace, ma non abbiamo scelta se non cancellare questo tipo di cooperazione, perché non siamo solo un outlet, noi siamo operatori di brand. Noi spingeremo le vendite accrescendo il valore di ogni brand, e attraverso quell’accrescimento del valore del brand e costante mantenimento di quel valore, aumenteremo l’attenzione dei consumatori, e la copertura media, e la generazione di promozione per passaparola, si porterà alla più alta “attaccatura” tra il brand e il consumatore. Questo tipo di strategia commerciale, nonostante prenda più tempo per essere pronta, vale la pena dal nostro punto di vista; perché una volta che ha successo, può davvero far nascere una nuova “star” della moda. O almeno, creerà vero impatto e discorso sociale riguardo al brand, e pianterà il seme per un vero riconoscimento del brand stesso.

Siamo esattamente come tutti i nostri brand partner - speriamo di entrare nel mercato il prima possibile. Al momento, non solo in Cina, ma anche in Europa, inclusa in Italia, Portogallo, Polonia e in Bulgaria e Romania, abbiamo quasi 100 fabbriche di buona qualità che sono pronte e desiderano unirsi a noi. Alcune sono molto dominanti nel loro settore, e hanno grosse reti di diverse decine di fabbriche sotto di loro. Producono per i grossi brand Europei, inclusi Louis Vuitton, Armani, Hermès, Gucci, e la lista continua. Questo include abbigliamento ma anche accessori in pelle, e scarpe. Queste fabbriche sono in linea con i nostri principi, e la nostra mission, e vogliono unire le loro forze alle nostre per aprirsi e competere insieme nei mercati orientali.

Sono disposti ad abbassare i loro costi di produzione, e i loro propri margini, e sono disposti a sviluppare campioni per noi e rispondere velocemente ed efficientemente.

Molte di queste aziende hanno anche espresso che sono disposte a cambiare il modo in cui sono abituati ad operare - e ad adattarsi al modello per offrire prodotti originali e di alta qualità, con un tempo di esecuzione rapido; sono disposti ad applicare cambiamenti aggressivi al loro modo esistente di fare business del Made in Europe, per fornire e rispondere in modo rapido alle reazioni del mercato dell’Estremo Oriente. Al momento, abbiamo circa altre 100 fabbriche con le quali siamo in discussione, e questa è solo la porzione di fabbriche in Europa. Tra queste, selezioneremo quelle fabbriche che si adattano di più ai nostri requisiti, e che hanno la passione più forte, e l’abilità di sostenere l’esplosione di volumi dei pezzi bestseller nei mercati della Cina e dell’Estremo Oriente in futuro, per formalmente unirsi al nostro progetto.

Di conseguenza, riteniamo che dal momento che saremo pazienti, e le nostre operazioni saranno portate a termine in modo meticoloso, e avremo la determinazione e forte strategia commerciale, dal momento che comprenderemo la domanda dei consumatori dell’Estremo Oriente, e metteremo insieme una forte conoscenza della relazione tra la qualità, prezzo, design, logistiche e operazioni promozionali, e insisteremo in questo, allora in un futuro non troppo distante, entreremo sicuramente nella “primavera” del nostro successo.

Finché avremo pazienza, passione, e manterremo anche i principi della moda di ognuno dei nostri brand partner, allora supereremo qualsiasi e tutte le difficoltà, e ci spingeremo al successo.

Originariamente, avevamo pianificato di iniziare da Maggio di quest’anno, ponendo alcuni brand in comunicazione con potenziali fabbriche partner e iniziare a familiarizzarsi l’un con l’altro, perché è il periodo in cui credevamo che il primo gruppo di designer partner avrebbe terminato con le registrazioni dei loro trademark e ricevuto le approvazioni. Tuttavia, il virus che è venuto fuori ha fermato molto di questo lavoro. Riteniamo che quando il virus verrà contenuto, e non vi saranno più restrizioni negli spostamenti, riprenderemo questo processo e re-inizieremo questo step. Inoltre, terremo il secondo gruppo di meeting sullo sviluppo con i nostri designer partner, che erano originariamente pianificati per Marzo. Tutto è stato ritardato a causa del virus, ma stiamo monitorando la situazione per vedere quando potremo tornare al tutto, e notificheremo i nostri partner designer di conseguenza.

Kate Chang CEO

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